New York Times per attaccare Trump, addossa pandemia morbillo al M5S. E questa non può essere considerata una fake news?


Lascia realmente sbigottiti che il New York Times, uno dei più famosi quotidiani del mondo, per attaccare il suo acerrimo nemico Donald Trump non trovi di meglio che addossare in Italia l’attuale pandemia del morbillo al Movimento Cinque Stelle. Su questa testata non facciamo sconti a nessuno, neppure ai pentastellati, tanto che l’altro ieri abbiamo ricevuto critiche per l’articolo di fondo che ho scritto proprio sul partito di Beppe Grillo, reo di avere addebitato agli stessi posizioni contro le forze dell’ordine dopo l’attacco mosso da numerosi loro esponenti alle stesse in occasione della gestione del corteo del 1°maggio svoltosi a Torino, pur essendo ormai prima forza politica in Italia. Leggere però porcate come quella delle eventuali responsabilità del M5S sull’aumento di casi di morbillo in Italia rasenta veramente l’insulto.

Il Nyt afferma nel suo articolo come:

“In Italia Il movimento populista Cinque stelle (M5s) guidato dal comico Beppe Grillo ha fatto attivamente campagna su una piattaforma anti vaccini, ripetendo i falsi legami tra vaccinazioni ed autismo. Per questi e altri scettici, la diffusione del morbillo in Italia dovrebbe suonare come un allarme forte Il M5S forse non é responsabile per l’intera diffusione, dato che lo scetticismo sui vaccini é anteriore alla crescita del partito. Ma la percentuale di bambini di anni vaccinati é calata costantemente negli anni recenti. Combattere lo scetticismo sui vaccini non é facile, perché neppure gli innumerevoli studi sanitari che negano qualsiasi legame tra vaccini e autismo sono riusciti a penetrare la coltre distesa da Grillo e persone come lui”.

Una pagina della crociata del Nyt contro il presidente Trump

Ma perché il Nyt si occupa di Grillo? Semplice, il vero obiettivo é gettare un po’ di fango sul presidente degli Stati Uniti Donald Trump che avrebbe alimentato lo scetticismo sui vaccini, assecondando l’ipotesi di un legame con l’autismo.  Poi non é da sottovalutare l’esercizio retorico che dopo Brexit ormai accomuna tutti gli organi di stampa legati a importanti gruppi economici: cioé la linea editoriale di attaccare tutte quelle forze politiche che non si adeguano al mainstream che governa oggi il mondo.

Non è un caso che sia di una settimana fa l’attacco di Reporters sans Frontieres al M5S sulla libertà di stampa: “Il livello di violenze contro i reporter (intimidazioni verbali o fisiche, provocazioni e minacce) è molto preoccupante, e alcuni responsabili politici – come Beppe Grillo del Movimento 5 Stelle – non esitano a comunicare pubblicamente l’identità dei giornalisti che gli danno fastidio. I giornalisti subiscono pressioni da parte dei politici ed optano sempre più per l’autocensura“. Si tratta di un’accusa grottesca in particolare se nel board di Rsf sono presenti giornalisti italiani e stranieri che esercitano la propria professione in organi di stampa apertamente schierati politicamente… Sicuramente poi sarebbe necessario che alcuni esponenti del partito di Grillo abbassassero i toni, che spesso sono sopra le righe, ma questo non legittima attacchi di natura esclusivamente elettorale da parte di organismi che si fingono neutrali per dare giudizi ma non lo sono affatto.

Peraltro é lo stesso Nyt che mette le mani avanti dicendo che la questione dei dubbi sugli effetti indesiderati delle vaccinazioni esiste prima della nascita del Movimento grillino. Ma basta questa precisazione, messa totalmente in secondo piano, per non bollare come bufala l’articolo pubblicato?

Il principale quotidiano di New York che si é schierato a favore delle iniziative di Facebook e Google per bollare come fake news le notizie sgradite, dimostra ancora una volta come l’autorevolezza anche di uno dei più antichi e prestigiosi organi di stampa nel globo possa essere piegata a fini politici o economici. Anzi é più facile cadere in questa tendenza per aziende così grandi che hanno dietro grandi lobby e inserzionisti che sovvenzianano l’informazione per assicurare credibilità alle proprie attività.

Difficile quindi dare torto alla replica piccata del comico genevose alla fake news rilanciata dal Nyt:

“Non esiste nessuna campagna del Movimento 5 Stelle contro i vaccini, né una piattaforma Anti vaccini, né sono mai stati ripetuti falsi legami tra vaccinazioni e autismo. Il danno più grande che posso aver fatto per il diffondersi delle malattie infettive è stato contagiare qualche bambino da piccolo, ma non essendoci più i miei non posso verificare, forse possono farlo i segugi del New York Times. Si prega il direttore del giornale di dire quali sono le fonti su cui si basa questa fake news e di chiedere subito scusa per questa bufala internazionale. Bisogna rendere subito obbligatorio un vaccino contro le cazzate dei giornalisti”.

Un’ultima riflessione. Vi è questa tendenza negli ultimi mesi a citare a vanvera presunte bad practices italiane per legittimare le proprie posizioni politiche o linee editoriali. Oggi è toccato al Nyt, ieri al candidato alla presidenza della Francia Emmanuel Macron che ha citato in modo dispregiativo l’ordine dei giornalisti italiano per opporsi alla proposta del Front National di crearne uno analogo in patria. Ecco questo spirito anti italiano che serpeggia sempre più forte in alcune nazioni e soprattutto nei salotti radical chic occidentali deve far riflettere seriamente i politici italiani nel rapportarsi con certi partner nei palazzi del potere. Non é possibile continuare a prendere schiaffi gratuitamente.

Sia ben chiaro alcuni attacchi sono anche in parte meritati perché figli di una classe politica e dirigente spesso inadeguata, ma non é che le altre nazioni stiano meglio di noi. Il livello medio dei protagonisti della scelta mondiale é veramente bassa e quindi nessuno, e ripeto nessuno, ha la statura per poter esprimere giudizi su realtà che non conosce.   

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