L’ipotesi dell’accesso rapido dell’Ucraina all’Unione Europea è stata nuovamente scartata. Gli Stati maggiormente filo-Kiev stanno preparando un pacchetto di bonus e di agevolazioni che la farebbero avvicinare a Bruxelles, senza però darle la piena membership.
La Francia e la Germania sono fortemente contrarie a un ingresso agevolato che aggiri le regole comuni e che affretti i tempi regolari. Da Berlino sono giunti gli stop più espliciti e severi. La scorsa settimana Merz ha ribadito quanto detto in passato: l’adesione immediata di Kiev è semplicemente “impossibile”. L’ambasciatore Heiko Thoms aveva esortato gli ucraini a rendersi conto “onestamente” della situazione e cioè che il 1º gennaio 2027 non è una data realistica per la membership. Parigi e Berlino sono comunque grandi sostenitrici dell’adesione di Kiev e stanno lavorando per trovare la forma adatta. Per esempio una partecipazione al Consiglio europeo senza il diritto di voto o ad altre istituzioni come il Parlamento, ma in formati particolari. A sua volta la Lituania ha proposto a beneficio di Kiev lo status di “Paese in via di adesione” che dimostri come effettivamente sia in corso il tragitto verso Bruxelles.
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