Trump punisce la Germania ritirando le truppe?


La scorsa settimana il cancelliere Merz ha commesso l’imprudenza di affermare che nel conflitto con Teheran gli USA “chiaramente non possiedono alcuna strategia”. Anzi, finora sono stati “umiliati” dagli iraniani, che sono invece “molti abili nel negoziare, o meglio nel non negoziare”, lasciando gli statunitensi col cerino in mano dopo che erano andati a Islamabad a parlare. Come osa esprimersi così? Trump ha subito replicato sui social dicendo che il cancelliere “non sa di cosa parla” e suggerendo che per lui va bene che l’Iran acquisisca l’arma atomica. Poi la frustata presidenziale: ritireremo una notevole fetta del contingente militare dalla Germania.

Nel quadro dello spostamento delle forze militari dall’Europa all’area dell’Indo-Pacifico, lo scorso anno gli USA avevano già ridotto la presenza militare in Romania. Ma Trump non aveva attuato le minacce di ritirare un contingente dalla Germania fatte durante il suo primo mandato. Questa volta forse fa sul serio. Vi sono attualmente sul suolo tedesco 36mila militari americani in servizio attivo, il gruppo più consistente in Europa, seguito dall’Italia con 12mila unità e dal Regno Unito con 10mila. In totale, nel Vecchio Continente stazionano dagli 80 ai 100mila soldati statunitensi. Senza dire dei silos dei missili nucleari, la Germania ospita diverse strutture di grande importanza strategica, in particolare la base aerea di Ramstein e l’ospedale di Landstuhl (nel quale è stato curato il personale ferito nelle guerre in Iraq e in Afghanistan).

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