La Mogherini e un leviatano da defribillare


Ma cosa avranno avuto tanto da festeggiare gli euroburocrati e le eurosanguisughe nell’anniversario dei Trattati di Roma? Dovunque essi passano con le loro brillanti idee, non restano altro che macerie sociali e materiali.

Grecia e Libia su tutti, poi le politiche di austerity e i vincoli di bilancio. Ricordando i loro “successi”, è stato amaramente comico vederli sfilare tutti agghindati per celebrare forse l’unica cosa che li renda orgogliosi: il lauto stipendio. L’attuale UE è un’unione di disvalori e di scelte sbagliate. Quegli ideali di libertà e giustizia, che convincevano milioni di cittadini come noi a darle fiducia, sono morti e sepolti sotto quintali di bugie, propaganda e direttive scritte dall’alta finanza. Dell’afflato dei Padri costituenti non rimane nulla. Lo Stato che aveva perso la Seconda guerra mondiale ha poi vinto una subdola guerra economica combattuta col pizzino regolamentare invece che coi carrarmati: il surplus commerciale teutonico è il bottino del vincitore, mentre la moria di aziende chiuse in patria, la fuga delle industrie delocalizzate e i suicidati per crisi sono i caduti degli sconfitti.

L’Alta rappresentante per gli affari esteri e la sicurezza della UE, Federica Mogherini, elargisce splendide parole nella sua intervista a Il Messaggero: L’Europa è indispensabile. L’impegno dei 27 riflette la convinzione che la Ue sia la migliore delle risposte possibili per governare la globalizzazione, fronteggiare la fragilità dell’economia, i conflitti aperti attorno a noi. Vista dall’interno e vista dall’esterno, la Ue è il solo strumento utile per farcela, semplicemente perché uniti siamo più forti. Senza la Ue quanti Stati sarebbero crollati negli anni della crisi economica? La sua indispensabilità resta: migrazione, terrorismo internazionale, cambiamento climatico, nessun paese ce la fa da solo. Ricordiamoci che ci sono due tipi di Stati, quelli che sono piccoli e quelli che non si sono ancora resi conto di essere piccoli. Stare uniti conviene a tutti. Il vero messaggio di Roma è proprio questo: la Ue è indispensabile.

Quando il Time tifava per Mario Monti

Qualcuno spieghi alla gentile signora che senza l’Europa l’Italia non avrebbe sofferto la crisi del mattone, visto che non ci sarebbe stato un Mario Monti impostoci a seguito di un golpe bianco, svelato anche grazie alle ricostruzioni di Alain Friedman e ai giudici di Trani che stanno scoperchiando un vero vaso di pandora sull’operato delle agenzie di rating nel 2011. Qualcuno ricordi all’Alto rappresentante che senza Europa non ci sarebbe stata una guerra in Libia e l’avallo delle spericolate primavere arabe, che hanno minato la stabilità di un intero continente. Qualcuno rammenti all’esponente italiano nell’UE che se l’Europa avesse avuto l’autorevolezza per dire no al Nobel per la pace nelle sue scorribande mediorientali, oggi non vedremmo le fiumane di migranti che si riversano sulle nostre rive.

Esiste un suo consigliere che le faccia notare come la crisi economica derivi anche dai trattati di Basilea, che hanno di fatto messo k.o. il piccolo sistema creditizio, da sempre fiorente in Europa e imitato nel mondo, per favorire i grandi gruppi finanziari sovranazionali? C’è qualcuno che abbia il coraggio di dirle in faccia che la globalizzazione è la subdola figlia dell’Occidente che l’ha cullata e cresciuta senza rendersi conto che accarezzava una tarantola?

Se è rimasto ancora in giro un italiano di buon senso, ché vada a dire all’esponente del PD che la fragilità economica degli Stati del Mediterraneo proviene soprattutto dell’euro e che l’utilizzo di più velocità all’interno del mercato dei cambi sarebbe come il defibrillatore per un paziente a cui rimane solo il cuore, perché gli altri organi vitali gli sono stati ormai espiantati.

Le repressioni olandesi contro la comunità turca

Quando ci sarà una persona capace di mostrare tutto ciò all’eminente politica, allora forse si riparlerà di Unione Europea, avendo però ben presente il punto di partenza. Fino a quel momento non ci scostiamo dal bordo del fiume ad aspettare che transiti il cadavere di un leviatano manifestamente incapace di assurgere a punto di equilibrio tra, ad esempio, USA e Cina. Ricordiamo ancora la recente vicenda olandese, a dimostrazione che pure i diritti fondamentali, cioè le basi dello Stato di diritto, vengono mandati in frantumi per la difesa d’ufficio dell’interesse particolare. Strano posto gli aspiranti Stati Uniti d’Europa, dove i nazionalismi sono al bando solo se scomodi alla sopravvivenza della loro ideologia unitaria, mentre tornano buoni per placare temporaneamente le ansie dei sudditi. Che cosa direbbe Rousseau di questa Europa? Forse si rivolta nella tomba.

Pubblicato da Sputnik Italia

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