Sarebbe un passo notevole da parte dell’Unione Europea, che finora ha sdegnosamente rifiutato qualunque ipotesi di dialogo col Cremlino. Ancor più sbalorditivo il fatto che proprio la Kallas si sia proposta per guidare la missione. Certo, prima occorre parlarne fra di noi, spiega, anche perché vi sono certamente molte questioni relative alle nostre richieste alla Russia finalizzate ad avere un’Europa stabile e in pace. Per averla serve che a fare concessioni siano tutte le parti in causa, compresa Mosca. Avendo praticato l’avvocatura prima di entrare in politica, ritiene di essere la persona giusta per ottenere questo risultato. Dice infatti di “saper individuare ed evitare le trappole dei russi”, la qualità che serve a negoziare con loro.
Un funzionario ucraino ha dichiarato al Financial Times che Kiev è lieta di vedere a livello europeo un maggiore “coordinamento” dell’iniziativa di pace, soprattutto se a rappresentare la UE sarà un personaggio che faccia “più pressione” su Mosca. Anche perché per il momento i negoziati trilaterali organizzati da Washington si trovano in pausa a tempo indefinito, mentre il sanguinoso conflitto va avanti e gli ucraini continuano a perdere uomini e mezzi. Da quel tavolo trilaterale la UE era rimasta esclusa, ma oggi il Presidente del Consiglio europeo António Costa asserisce che Bruxelles con la sua iniziativa deve “evitare di disturbare il processo” guidato da Trump.
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