Al via regole più rigide sulle etichette del latte. Tutela per il made in Italy


Entreranno in vigore da domani le nuove regole per le etichettature del latte e dei derivati. Le diciture utilizzate sulle confezioni “in modo chiaro, visibile e facilmente leggibile” e indicheranno in modo chiaro il Paese di mungitura, il Paese di condizionamento o trasformazione del latte, e, se si tratta di un prodotto totalmente italiano, l’origine del latte.

Saranno esclusi solo i prodotti Dop e Igp che hanno già disciplinari relativi all’origine e il latte fresco già tracciato.

Il ministro Maurizio Martina fotografato da LePresse durante una conferenza stampa

“L’etichetta d’origine obbligatoria da domani per latticini e formatti “è un traguardo storico per il nostro Paese che ci consente di creare un nuovo rapporto tra produttori e consumatori. Siamo da sempre in prima linea nella costruzione di politiche di massima informazione e trasparenza nei confronti di chi acquista prodotti agroalimentari e questa scelta lo dimostra. Una sperimentazione che ora auspichiamo possa trasformarsi in uno standard europeo”. A dichiararlo il ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina il quale aggiunge:

Questo vuol dire tutelare il Made in Italy, il lavoro dei nostri allevatori e fa crescere una vera e propria cultura del cibo. La nostra battaglia in Europa quindi non finisce qui. Andiamo avanti collaborando ancora con la Commissione per rafforzare sempre più gli strumenti a disposizione e affermare così un modello distintivo di qualità ed eccellenza”.

Secondo un monitoraggio effettuato dalla Coldiretti sarebbero in regola con le nuove regole sull’etichettatura già due confezioni di latte su tre. Per l’organizzazione sindacale: “Si conclude positivamente una lunga battaglia della Coldiretti che risponde alle esigenze di trasparenza degli italiani che secondo la consultazione pubblica online del Ministero delle politiche agricole, in più di 9 casi su 10, considerano molto importante che l’etichetta riporti il Paese d’origine del latte fresco (95%) e dei prodotti lattiero-caseari quali yogurt e formaggi (90,84%), mentre per oltre il 76% lo è per il latte a lunga conservazione”.

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