Credevo fosse amore (con Chiara)… e invece era un calesse. Se per i 5 Stelle l’auto è un bene di lusso


A Torino arriva l’ennesima gabella per chi ancora si ostina a usare l’auto in città invece di andare a piedi, in bici o in… calesse.

Dopo le (poche) multe con gli assurdi blocchi delle vetture diesel, le (tante) multe durante l’indispensabile Domenica ecologica, le (tantissime) multe con l’ideologica battaglia alla “mala sosta”, i Cinque Stelle a Torino hanno trovato un nuovo modo di fare cassa sulla pelle degli automobilisti.

Chiara Appendino in una apparizione elettorale

La Giunta della Sindaca Appendino – non sapendo bene come chiudere il prossimo Bilancio di previsione del Comune di Torino – ha infatti escogitato l’ennesima gabella per chi ancora si ostina a usare l’auto in città invece di andare a piedi, in bici o in calesse.

Questa volta, data l’evidente impossibilità dei Vigili Urbani nel sanzionare ogni minima infrazione che compiono i veicoli (anzi le auto o le moto, dato che le bici sono sempre indenni dalle multe), la prima cittadina torinese ha deciso di raddoppiare, se non quadruplicare, il permesso di sosta per le auto di chi risiede in una zona in cui il parcheggio è a pagamento. Praticamente, il provvedimento colpirà decine di migliaia di torinesi, considerata la notevole estensione delle attuali “strisce blu” e i progetti di ampliamento.

Oggi il permesso di sosta costa 45 euro (fino a pochi anni fa costava 7 euro), ma Chiara Appendino ha deciso di portarlo a 90 euro per chi ha un reddito Isee da 20mila a 50 mila euro e a 180 euro per chi ha un Isee superiore a 50mila euro.

La consigliera regionale del M5S Stefania Batzella mentre prende una multa vicino al Consiglio regionale. Era stata polemica allora

Così i riccastri con un reddito da 20mila euro dovranno pagare 90 euro per parcheggiare il loro bene di lusso nei pressi della propria abitazione. Chi invece ostenta un Isee da 50mila euro dovrà pagare alla Città ben 180 euro. Ma i fortunati possessori di un costoso garage in centro o di un sgalfo box auto condominiale in periferia avranno la soddisfazione di non pagare un euro, facendosi beffa dell’ennesimo provvedimento anti-auto targato Cinque Stelle.

Tantissimi però dovranno ingoiare il rospo e rassegnarsi a pagare una tassa mascherata da intenti ecologisti, ma in realtà utile solo a raggranellare quattrini facili.

Quasi quasi a Torino è meglio girare in calesse. Sempre che l’Appendino non decida di tassare anche le deiezioni equine

Annunci