Produttori di smog e inquinanti? No, euro 5 e 6 bloccati per il dieselgate


Nel capoluogo piemontese, storica patria della Fiat, che oggi sta ancora investendo molto sull’automotive con il rilancio di Mirafiori, il centro ricerche GM sui motori diesel e tantissime aziende dell’indotto, il DieselGate fa più danni che altrove.

E’ noto che il Comune di Torino, mentre continua a far circolare liberamente tutti i veicoli privati a benzina omologati almeno Euro 1 (dal 1993) e ha un parco di bus pubblici che fa spavento tanto sono vecchi, ha infatti deciso un giro di vite sulla circolazione delle vetture diesel (comprese quelle Euro 5 e le nuovissime Euro 6) ritenendole principali responsabili dello smog cittadino.

Se ciò può essere vero per le auto più vecchie, pare pura fantascienza bloccare una Panda 1.3 diesel comprata oggi e lasciare invece circolare auto immatricolate più di 20 anni fa: una Jeep Wrangler 4.0 benzina del 1993, ad esempio, oppure una vecchia Fiat Uno Turbo o – sempre sia ancora in grado di camminare – una Fiat Elba, purché Euro 1. Cioè per intenderci: domani ritiri il nuovissimo Alfa Romeo Stelvio diesel? Puoi fare che rottamarlo…

Chiara Appendino in una apparizione elettorale
Chiara Appendino in una apparizione elettorale

Ciò che pare rendere ancora più assurdo questo iniquo blocco di tutti i diesel, che scatta al superamento di determinati parametri della qualità dell’aria cittadina (PM10 sopra i 100 mcg/m³ per 3 giorni consecutivi), è la motivazione data dall’Amministrazione della Sindaca Chiara Appendino attraverso il presidente della Commissione Bilancio e Patrimonio (e Polizia Municipale! n.d.r.) della Città di Torino, il pentastellato Antonio Fornari.

Fornari, infatti, proprio oggi in risposta alle legittime richieste di spiegazioni di un cittadino vessato dai blocchi dei nuovi diesel, ha spiegato il provvedimento così in un post su Facebook.

“Dagli ultimi scandali Dieselgate è venuto fuori che le emissioni dei diesel euro 5-6 non sono attendibili pertanto non possono avere lo stesso trattamento dei benzina“.

Antonio Fornari - Consigliere Comunale di Torino per M5S
Antonio Fornari – Consigliere Comunale di Torino per M5S

Sicuramente è vero: dei valori possono essere stati falsati in passato.  Ma riguardano solo un numero esiguo di vetture e soprattutto Fornari dovrebbe ben sapere che nel frattempo le case automobilistiche hanno richiamato – a proprie spese – le autovetture “incriminate” aggiornando le centraline e riportandole nei limiti di legge previsti per gli Euro 5. Limiti peraltro di molto inferiori a quelli ad esempio imposti negli Stati Uniti.

Peraltro sarebbe interessante che venisse chiarito come una macchina ritirata domani in concessionario (comprese quelle oggi prodotte da Fca nella stessa Torino e nella vicina Grugliasco) inquini più di un vecchio scassone a benzina con 25 anni “sul motore”: onestamente l’ordinanza su questo punto, appare quantomeno azzardata.

E se oggi, dopo il primo blocco dei diesel, è ancora troppo presto per sapere se lo smog sia o meno diminuito:  ciò che è certo sono i costi che pagherà l’indotto dell’auto a seguito della decisione della Giunta comunale di appiedare tutti i possessori di autovetture diesel nuove di pacco o nello scoraggiare i possibili acquirenti. Peraltro con la scusa del dieselgate… C’è da rabbrividire nel pensare a quale ordinanza studierebbe la Giunta pentastellata per bloccare le scie chimiche: potrebbe mettere fine all’intero settore dell’areonautica spaziale italiana. Veramente una politica “dell’altro mondo”.

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