Italia rischia non una ma tre infrazioni. Intanto Renzi vola negli Usa e l’Ue gli recapita la pagella


Matteo Renzi pare aver scelto il momento migliore per volare negli Usa. La gita nella Silicon Valley infatti coincide, neppure a farlo apposta, proprio con l’arrivo della “pagella” da parte della Commissione Europea sullo stato dei conti dell’Italia e quindi sul lavoro compiuto dall’ex premier fino all’altro ieri.

L’Ue ha infatti recapitato in queste ore al Governo italiano il suo rapporto sul debito del Belpaese dove spiega di aver preso “nota positivamente” delle lettere inviate dal “governo italiano l’1 ed il 7 febbraio“, lettere nelle quali si assumono “una serie di impegni da adottare al più tardi nell’aprile 2017 allo scopo di raggiungere uno sforzo strutturale aggiuntivo di almeno lo 0,2% del Pil nel 2017“. Ma chiarisce come:

L’ItALIA è a rischio di non conformità con gli aggiustamenti richiesti sia per il 2016 che per il 2017. Dalla situazione economica dell’Italia, con alto debito e bassa produttività in un contesto di difficoltà per le banche e alta disoccupazione, possono crearsi “rischi” anche per gli altri Paesi”.

Una bocciatura più “tonda” non poteva proprio arrivare per l’ex premier che ha la responsabilità di aver scritto insieme al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan le leggi di Stabilità sia per il 2015 sia per il 2016 che hanno prodotto la caduta dei conti italiani.  Oltretutto si apprende come l’Italia rischi non una bensì tre procedure di infrazioni.

La prima è quella per debito eccessivo, che potrebbe scattare già a maggio, in base ai conti del 2017. Unico modo per evitarla, misure per lo 0,2% del PIL entro aprile. Il secondo, come si evince sempre dal rapporto sul debito, è sui conti del 2016, su cui potrebbe essere aperta una procedura ex post se per esempio le cifre provenienti dagli investimenti pubblici si rivelassero inferiori al previsto. Terza possibile procedura, quella per squilibri macroeconomici eccessivi, come ha avvertito il vicepresidente Valdis Dombrovskis, se il Piano nazionale di riforme, che sarà valutato a maggio, non sarà convincente.

E per chi avanzasse il dubbio che l’Europa non abbia tenuto in conto le emergenze che più volte sono state portate come giustificativo da autorevoli membri del Governo Dombrovskis mette le cose in chiaro:

“Già a partire da oggi ci sarebbe da aprire una procedura per debito eccessivo, ma torneremo sulla questione ad aprile. Sia chiaro che dai conti dell’Italia la Commissione ha già pienamente scontato la crisi dei rifugiati e il terremoto”.

Elon Musk fondatore di SpaceX
Elon Musk fondatore di SpaceX

Insomma l’Italia non naviga certo in acque tranquille. Intanto il comandante che fino a ieri ha condotto il vascello, portandolo in mare aperto mentre sopraggiungeva un fortunale, dagli Usa dopo aver visitato l’azienda Tesla e incontrato il suo fondatore Elon Musk:

“Mentre la politica italiana post-referendaria litiga su tutto o quasi, il mondo fuori continua a correre. Ho deciso di staccare qualche ora – mentre il Pd scrive le regole per il congresso – e di dedicarmi ad alcuni incontri di qualità in California. Il futuro, prima o poi, torna. E allora facciamoci trovare pronti: anziché litigare sul niente, proviamo a imparare da chi sta costruendo il domani prima degli altri”.

Un rendering di una stazione per Hyperloop
Un rendering di una stazione per Hyperloop

E aggiunge: “Difficile sintetizzare in breve i contenuti della chiacchierata con Musk. La scommessa sulle energie alternative per la mobilità, ma anche per la casa, il sogno di rendere possibile la vita su Marte, il super treno chiamato HyperLoop che sta facendo i primi esperimenti proprio in questi mesi, il design, l’Europa, la sostenibilità“. Tutto bellissimo, peccato che al premier sfugga – o finge che gli sfugga – che mancano i quattrini per realizzare questo bell’elenco della spesa di idee innovative.

E così mentre il l’ex presidente del Consiglio si prende una pausa, va in gita negli States e scrive qualche riflessione sul suo blog, tocca al ministro dell’Economia recuperare i fondi per tappare i buchi creati dall’enfant prodige fiorentino. Ben vengano i sogno renziani, ma sono tutti bravi a giocare a “fare l’americano” con i soldi altrui…

 

 

 

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