Italia vince il concorso “Lose for life”


L’Italia è riuscita a “battere” pure la Grecia e non era affato facile. Sarà quindi proprio il Belpaese ad essere l’unico stato della zona euro e dell’Unione Europea a registrare un incremento del Pil inferiore all’1% nel corso di quest’anno (si stima uno striminzito +0,9%).

E’ questo il dato scioccante che è stato comunicato dalla Commissione Europea quest’oggi. La cifra risulta tanto più preoccupanti visto che la crescita media dell’Eurozona – secondo le previsioni comunitarie – si attesterà all’1,6% e quella dell’Ue dell’1,8%. In testa alla classifica ci saranno il Lussemburgo, con una crescita del 4%, seguito da Malta (3,7%) e dall’Irlanda (3,4%). Tra i 28 membri dell’Unione Europea é la Romania a registrare l’aumento del Pil piu’ consistente con il 4,4%. La Grecia, che fino allo scorso anno aveva consentito all’Italia di evitare di essere definito fanalino di coda del Pil in Europa, nel 2017 dovrebbe crescere del 2,7%. La situazione non dovrebbe cambiare il prossimo anno, con il Pil dell’Italia fermo a un aumento del 1,1%, secondo le stime della Commissione. Si tratta di una situazione paradossale – in particolare se sommiamo l’incremento incontrollato del debito pubblico – che boccia senza mezzi termini le riforme fino ad oggi adottate dai Governi che si sono succeduti nel corso dell’attuale Legislatura.

Pier Carlo Padoan - Ministro dell'EconomiaCome dimenticare la missiva inviata proprio pochi giorni fa dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan al giornale La Stampa.

In questa lettera l’esponente di punta dei governi Renzi-Gentiloni affermava: “Ciò che ci distingue da molti interlocutori è la ricetta per perseguire l’obiettivo: mentre altri pensano che l’austerità sia il modo migliore se non addirittura l’unico per ridurre il debito, noi siamo convinti che l’enfasi debba essere messa sulla crescita e l’occupazione“.

Se quelli forniti dalla Commissione Europea sono i risultati di una politica che enfatizza la crescita e l’occupazione c’è sicuramente qualche cosa da aggiustare nella piattaforma politico economica adottata in Italia.

Padoan in quella missiva aveva aggiunto “Il Governo ha iniziato ad affrontare questi problemi con una politica di bilancio decisamente meno restrittiva, anzi moderatamente espansiva, che ci ha portato fuori dalla recessione ed ha aumentato l’occupazione”.

E che il governo abbia avviato una politica di espansione – ma non del Pil bensì dei conti – è evidente visto che sempre la Commissione europea, proprio oggi, ha confermato che la stima del deficit italiano per il 2017 si attesterà al 2,4% del Pil invece che all’1,7% inizialmente previsto dallo stesso Padoan. Un processo che pare irreversibile visto che sempre dall’Europa fanno sapere che  l’anno prossimo il deficit dovrebbe essere pari al 2,6%, segnando cioè un +0,1% rispetto quanto scritto nei documenti contabili dal Governo. Si tratta di una cifra pericolosa perchè molto vicina a quel 3% che farebbe scattare automaticamente sanzioni pesantissime per l’Italia. Sanzioni che peraltro non sono scongiurate neppure per quest’anno visto che la stessa Commissione fa sapere di aver preso nota “in modo positivo” dell’impegno preso pubblicamente dal governo italiano di “adottare misure di bilancio aggiuntive pari complessivamente allo 0,2% del Pil entro aprile 2017“.

A preoccupare però è la precisazione che si legge immediatamente dopo quella che Poteva sembrare una mezza promozione dei conti pubblici italiani e della Legge di Stabilità scritta dal Governo Renzi e approvata dal nuovo inquilino di Palazzo Chigi Gentiloni. 

La Commissione Europea infatti precisa che “Le misure saranno valutate”  nello specifico “non appena saranno disponibili dettagli sufficienti a valutare le specifiche disposizioni che saranno promulgate“.

Come a dire che è ancora tutto in gioco: anche l’aumento dell’iva e delle accise su carburanti e sigarette. Insomma il governo italiano pare aver varato un nuovo “Gratta e Vinci”, passando dal “Win for life” al “Lose for life”.

 

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