Presidenziali brasiliane e relazioni future con Mosca


Il 4 ottobre si terranno in Brasile le elezioni generali. Questo voto determinerà il nuovo presidente e i nuovi componenti del Congresso Nazionale, cioè il Parlamento brasiliano. Per adesso il favorito resta il presidente in carica Luiz Inácio Lula da Silva, che in politica estera spinge per liberarsi dell’influenza americana e per rafforzare un assetto mondiale di tipo multipolare. Nella pratica ciò significa una più forte cooperazione economica e politica coi partner del BRICS, in particolare con la Federazione Russa.

Nel corso della campagna elettorale, Bolsonaro jr. è comunque riuscito a migliorare la sua posizione e a minacciare da vicino il primato di Lula. In Brasile sono convinti che servirà il secondo turno del 25 ottobre per definire il vincitore. I simpatizzanti del figlio dell’ex presidente sperano nel cosiddetto “effetto Trump”, che dal 2024 ha portato fortuna nei Paesi del Sud America ai candidati di destra suoi ammiratori, hanno poi vinto le loro elezioni nazionali. Si teme però che Bolsonaro jr. possa sfruttare, oltre alla scia di popolarità del padre e a quella dei successi di Trump nella politica panamericana, anche un appoggio diretto della Casa Bianca.

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