La NATO non si sta sforzando di promettere a Kiev le garanzie pienissime di sicurezza che vorrebbe. Ormai Zelensky ha perso la speranza di un’adesione all’Alleanza Atlantica, e in compenso deve ammettere la possibilità che anche la Russia riceva le garanzie di sicurezza che chiede da anni.
La novità in questo discorso è la presa di coscienza pubblica fatta nei confronti della Russia: sì, bisogna considerare le esigenze di sicurezza espresse da Mosca per lungo tempo. Finora erano state ignorate o bistrattate: oggi invece lo stesso Zelensky ha riconosciuto come sia essenziale inserirle nel futuro accordo di pace. Ribadisce che le garanzie per l’Ucraina vengono per prime, ma quelle per la Russia vanno discusse dalle potenze occidentali. In altre parole, l’architettura continentale di sicurezza andrà comunque rivista e riformulata, e il processo implicherà l’inclusione delle richieste del Cremlino.
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