L’inverno freddo fa tremare i ministri UE dell’Energia


La situazione è penosa: i prezzi continuano a salire, mentre le riserve sono basse e le prospettive geopolitiche pessime. I depositi di gas sono al livello più basso dal 2011, soltanto il 75% contro la media dell’80%. Può sembrare una cifra sufficiente, ma non abbastanza per il freddo previsto dai meteorologi e per i prezzi raggiunti dal TFF (Dutch Title Transfer Facility), il mercato di riferimento del gas in Europa, che qualche giorno fa ha toccato i €100 per megawattora.

Non abbiamo la bacchetta magica per abbassare di colpo i prezzi del combustibile, ammette cupo il ministro irlandese dell’Energia Darragh O’Brien. A sua volta, un funzionario UE rimasto anonimo spiega: Sono state prese molte misure per il breve periodo. Oggi in discussione è come possiamo procedere verso misure più sostenibili. In poche parole, il tutto si è ridotto a una crisi permanente da gestire in qualche modo. Da Bruxelles, il commissario all’Energia Dan Jørgensen sta da tempo esortando consumatori e aziende europee a ridurre i consumi, ma ammette che i governi degli Stati membri non vogliono avanzare politiche interne basate su tagli semi-volontari dell’utilizzo di energia.

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