Macron prova a resuscitare l’Europa, ma rimarrà scottato


A parole, il neopresidente francese Emmanuel Macron le sta tentando tutte per rianimare il malato terminale chiamato Europa.

In una lunga intervista rilasciata al Corriere e ad altre sette testate internazionali, l’enfant prodige spiega al mondo il suo piano, che però parte subito male; Macron ha infatti definito questo incontro coi media come l’inizio di una rinascita francese e spero europea: ma può un incontro con giornalisti graditi assurgere al rango di blocco di partenza addirittura per un rinascimento continentale? Difficile pensarlo. Il giovane statista si pone già dalle premesse nello stesso odioso e fallimentare modo del resto dell’establishment europeo: sono medesimi la spocchia, i difetti e la lontananza dai problemi reali dei cittadini.

Che cosa ci azzecca un’intervista di giornalisti selezionati coi voli pindarici verso un nuovo patto europeo? Sembra che certi politici credano ancora che l’informazione sia uno strumento per assopire la coscienza critica delle persone, che i giornali siano il megafono della propaganda governativa, quella dove i contenuti sono sempre gli stessi e cambia solo la bella faccia che li recita. Ma come può una “rinascita” non essere battezzata da un confronto con tutti gli organi di informazione, anche quelli più coraggiosi e meno compiacenti? E la farsa si consuma proprio nella patria dell’uguaglianza e della libertà… Quell’élite politica che aborrisce le fake news dialoga solo con i media asserviti, fin dalla prima conferenza  stampa: un inizio del genere basterebbe già per archiviare Macron come ennesimo fantoccio privo di vera statura politica, e pure molto narcisista.

Come affermato da Macron, la missione dell’Europa é difendere la libertà e la democrazia. Per carità, monsieur President, cambi ghost writer, questa litania non la si può più sentire! Forse avrebbe davvero mostrato uno slancio verso il futuro se si fosse presentato ai microfoni chiedendo scusa per l’attacco alla Libia e per lo sfacelo generato nel Mediterraneo, se avesse marcato la sua distanza dalle “primavere” arabe fomentate e finanziate da certi filantropi occidentali, se avesse proclamato il momento di riaffermare il diritto internazionale dicendo “no” alle azioni aggressive degli Stati Uniti e dei suoi docili alleati. Invece ci tocca ascoltare la solita storiella dei popoli onorati e onerati dal destino di esportare agli sfortunati fratelli di sfortunati Paesi la vera libertà e la vera democrazia.

Ci tormenta l’idea che qualcuno possa credere a un nuovo rinascimento europeo annunciato in una conferenza stampa a porte chiuse, mentre l’Europa è massacrata da una legislazione dettata dai lobbisti, dai poteri forti, dagli Illuminati o chiamateli come  volete: sono sempre burocrati o funzionari in ruoli decisionali che i cittadini non hanno eletto o non hanno mai visto in faccia e che non hanno la possibilità di contestare apertamente. Il giuovine transalpino appartiene in un modo o nell’altro a questa maledetta schiera.

Più che con una intervista, la nuova stagione europea si sarebbe potuta avviare con una serie di proposte da far presentare ai propri ministri in sede comunitaria; magari proposte che difendano gli Stati più fragili dalla voracità di quelli più potenti, che in questi anni di euro e di crisi internazionale hanno depredato i Paesi deboli delle loro imprese maggiori. Fintanto che nell’UE esiste un caso Grecia, dove c’è gente che muore di fame, quale credibilità può avere chi afferma di rappresentare l’alba di un nuovo mondo? Comunque Macron spiega bene al Corriere che a lui della “gente” non importa granché.

Le classi mediel’Europa faccia loro malgrado. Bisogna creare una Europa che protegga, dotandoci di una vera politica di difesa e di sicurezza comune”.

No, caro Emmanuel, a preoccupare i Paesi più critici verso l’eurocrazia è il fatto che non esista una protezione delle singole sovranità, dei marchi nazionali, dell’occupazione nazionale. A preoccupare è la caduta della la ricchezza media di una famiglia media, anzi la scomparsa progressiva delle famiglie medie. Ecco allora sarebbe meglio non tirar fuori l’argomento “difesa” per poter far lavorare le aziende… piuttosto parliamo di politiche industriali europee, dove ogni nazione ha specializzazioni da difendere e da sostenere.

L’errore principale però è che qualcuno si candidi a rimettere in piedi questa UE, precisando che al contempo difende la propria nazione. Già qui sta il limite di chi vorrebbe sostituirsi alla Germania solo per far prevalere i propri interessi: ma gli interessi o sono di una federazione di Stati o non sono di nessuno. Questa lezione non la imparano proprio quelli che vogliono guidare Bruxellex e Strasburgo. E allora dormiremo ancora sonni relativamente tranquilli sotto l’attuale decadente regime: tutto resterà così come oggi, anche dopo questo bel marchettone regalato a Macron dai suoi sponsor editoriali ben piazzati in tutto l’Occidente.

Pubblicato su Sputnik Italia

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