Joe Hill: The Fireman Saga – L’uomo del fuoco e L’Isola della salvezza


Il Pulishers Weekly recensendo la saga Fireman ne ha parlato in toni entusiasti: “Il thriller apocalittico di Hill é superbo, un’emozionante epica di coraggio e amore ambientata in un mondo terribile dove la speranza si alimenta dei gesti più semplici e dei cuori più puri”.

The New York Times invece ha scritto di questo libro: “The Fireman conferma le doti di Joe Hill, uno scrittore capace di spingere le convenzioni del genere fino alle estreme conseguenze. The Fireman è grande. Ambientato in un mondo speciale, dove vale un altissimo codice d’onore. E nonostante la paura, ha speranza e cuore”. Infine Usa Today ha affermato che l’opera di Hill è “una storia horror che va al di là del puro genere, intrisa di amore e passione. Degna erede di capolavori come Fahrenheit 451, La Strada e anche L’Ombra dello Scorpione“.

Sinceramente con recensioni di questo tenore – riportate sulla copertina di un romanzo – è difficile non iniziare la lettura con una aspettativa molto alta. In particolare però a stimolarmi era l’ultima di queste, quella di Usa Today, che accostava The Fireman con tre libri che, per un verso o per l’altro, hanno segnato la mia vita, avendoli letti in momenti molto diversi e avendomi comunque lasciato molto.

La saga del pompiere” di Hill, figlio del celebre Stephen King, è certamente un libro scorrevole e piacevole. La trama intreccia le vite di molti protagonisti, come nella tradizione dei libri del padre, e questo rende sicuramente interessante l’opera perché sempre originale e ricca di colpi di scena.

Hill ci precipita in un mondo dove si sta diffondendo rapidamente una malattia mortale chiamata “Scaglia di Drago”, visto che il primo sintomo è un marchio d’oro che compare sulla pelle dei malcapitati, e che poi degenera irrimediabilmente alla morte per autocombustione. La Terra descritta dal “giovane” King non è però quella apocalittica che troviamo ne La Strada o nell’Ombra dello Scorpione, quanto piuttosto un mondo che si sta epurando dal primo dei microbi esistenti “gli esseri umani”. Leggendo i due libri che compongono la saga di The Fireman (L’uomo del Fuoco e L’Isola della Salvezza) quindi non ci si troverà nelle tradizionali ambientazioni post conflitto nucleare, ma semplicemente in un continente dove gli uomini si riuniscono per “tribù”: da un lato i sani e dall’altro i malati. Un unico obiettivo muove i protagonisti: garantire la sopravvivenza del proprio gruppo d’appartenenza, costi quello che costi.

Unica eccezione è per l’infermiera Harper Grayson, la vera protagonista di questa avventura. Lei non combatte per se stessa ma per il bambino che porta in grembo e al quale vuole a tutti i costi garantire un futuro in quell’isola della salvezza dove pare – secondo una trasmissione che qualcuno ha ascoltato in radio – abbiano trovato una cura. Ad aiutarla un misterioso uomo, vestito da pompiere in perenne lotta contro le squadre di cremazione messe in piedi dai “sani” per estirpare una volta per tutte il morbo.

Non credo che The Fireman possa però essere paragonato ai tre libri citati da Usa Today. Quelli sono romanzi che hanno segnato delle generazioni, libri di denuncia, scritti che scavavano a fondo l’inconscio e le paure del genere umano. All’opera di Hill tutto questo manca: questo non toglie che possa costituire una piacevole lettura che sicuramente non annoia.

Il tipo di scrittura di Hill è giornalistica e potrebbe costituire un perfetto copione per un film fanta-horror. Non stupisce quindi che a Hollywood si parli, da alcuni mesi, di un adattamento cinematografico. Alla regia dovrebbe esserci – secondo le più recenti indiscrezioni – Louis Leterrier che ha diretto ‘Now You See Me‘. Staremo a vedere, intanto vi auguro una buona lettura.

Voto della redazione a The Fireman: 6/7

 

 

 

 

 

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