La Corte UE boccia il velo al lavoro


Sarà una sentenza che farà molto discutere quella pronunciata dalla Corte di Giustizia Ue che di fatto permette al datore di lavoro di vietare l’utilizzo del velo alle sue dipendenti.

Il caso risale al 2008 e coinvolse una donna musulmana licenziata in Francia per essersi rifiutata di togliere il velo al lavoro mentre lavorava in un asilo privato, il ‘Baby-Loup‘ di Chanteloup-les-Vignes, nella banlieue di Parigi. La condotta fu condannata dalla Giustizia francese perché l’asilo si era dotato di un regolamento interno all’istituto, privato, che vietava l’esibizione di segni religiosi.

La Corte Ue ha confermato la liceità del licenziamento della donna per ‘per colpa grave’ con la seguente motivazione:

“Il divieto di indossare un velo islamico, se deriva da una norma interna di un’impresa privata che vieta di indossare in modo visibile qualsiasi segno politico, filosofico o religioso sul luogo di lavoro, non costituisce una discriminazione diretta fondata sulla religione o sulle convinzioni personali”.

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