La fine graduale della Pax Americana


Negli ultimi trentacinque anni l’egemonia statunitense sul mondo ha raggiunto il suo apice e ha iniziato la parabola discendente. Gli imperi non scompaiono da un giorno all’altro: a volte l’agonia può diventare talmente lunga da essere quasi impercettibile. Oggi non siamo ancora al crollo degli USA come potenza mondiale, ma stiamo assistendo allo sgretolarsi di quella “pax” che Washington ha saputo imposto dopo la Guerra Fredda, ma non ha saputo mantenere in Medio Oriente. Un’analisi approfondita dell’americano National Interest, che prende in esame le tre guerre del Golfo combattute dagli Stati Uniti, spiega a che punto ci troviamo nel processo di decadimento della Pax Americana.

Le contraddizioni nate dalle decisioni fatte nel corso di quei conflitti oggi definiscono uno dei tanti dilemmi del Medio Oriente e costringono il governo iracheno a mantenersi in un delicato equilibrio allo scopo di placare sia gli USA egemoni che le milizie sciite. Le tre guerre consecutive del Medio Oriente hanno accelerato la transizione da un ordine a guida americana a uno nel quale il potere è distribuito fra un numero crescente di soggetti regionali e globali.

Khonsari spiega che nonostante i suoi atteggiamenti, Trump sta in realtà cercando di “fare un accordo con le persone che aveva chiamato feccia”. Se il 1991 segnò la nascita della Pax Americana nel Golfo Persico, il 2003 mostrò i suoi punti deboli. E la guerra del 2026 con l’Iran potrebbe essere un giorno ricordata come il momento in cui gli alleati più stretti degli USA iniziarono a prepararsi a ciò che verrà dopo.

Per leggere l’articolo completo cliccate su Strumenti Politici.