Budapest stoppa il percorso rapido di Kiev verso la UE


Con la sconfitta di Orban alle parlamentari di aprile sembrava che l’Ungheria si fosse automaticamente riallineata ai programmi di Bruxelles. E invece il nuovo premier Péter Magyar, dopo aver esaltato gli europeisti filo-Kiev togliendo il veto al mega-prestito da 90 miliardi, sta rallentando l’accesso dell’Ucraina alla UE. Ha infatti bloccato la procedura di discussione di parecchi capitoli negoziali, fermando altresì l’adesione della Moldavia.

A luglio si prevede la discussione di appena due gruppi di capitoli, perché per Budapest occorre più tempo da valutare l’adeguatezza del lavoro fatto da Kiev su parecchi argomenti importanti. L’Ungheria ha espresso riserve su un’apertura – giudicata “prematura” – sui temi discussi al COELA (Gruppo di Allargamento e Paesi impegnati nei negoziati di adesione all’UE). In questo modo non può partire il passo procedurale successivo, che consiste nell’invio di una lettera ai governi dei Paesi-candidati nella quale si chiede di esporre la propria posizione sugli argomenti in questione.

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