La scelta di Radev di bloccare la fornitura di armi


Il nuovo governo del premier bulgaro Rumen Radev ha annunciato la fine della fornitura di armamenti per Kiev. Sofia non concederà più nulla di proveniente dai propri depositi, rimasti scarni dopo anni di donazioni, e chiede che si trovi presto una soluzione diplomatica al conflitto.

Il divieto annunciato riguarderà, come detto, le forniture dirette dagli arsenali nazionali. Dunque non toccherà le esportazioni commerciali di armamenti prodotti dalle aziende bulgare, che dal 2022 hanno incrementato gli affari al punto: dopo due anni il comparto militare-industriale è arrivato ad occupare una quota di PIL pari al 4%. Sono infatti cresciute le vendite alle società intermediare situate in Polonia e in Repubblica Ceca, le quali poi trasferiscono i materiali bellici all’esercito ucraino.

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