Trump non scherza: via truppe e armamenti dall’Europa


Il ritiro dall’Europa di fatto è già cominciato. In maniera graduale, che per il momento quasi non si nota dall’esterno. O che i politici di vari Paesi europei fanno finta di non vedere, sperando in un ennesimo cambio di umore di Trump che lo porti a mantenere tutto il potenziale che gli USA hanno sul Continente. Per adesso sta portandosi via i caccia da combattimento e i bombardieri strategici, nonché i droni e pure i sottomarini. Non ha comunicato quanti e nemmeno con quali tempistiche, ma quel che si sa è che di questo passo la NATO finirà per essere un contenitore vuoto. La settimana scorsa il segretario di Stato Marco Rubio ha spiegato ai rappresentanti dei Paesi europei che Washington richiamerà armi e soldati, ma lo farà in modo tradizionale, senza brutte sorprese e comunicando i tempi e i modi. Tuttavia vorrebbe farlo ancora più in fretta, dopo che presenterà le sue proposte al prossimo summit dell’Alleanza previsto a luglio in Turchia.

In un recente incontro a porte chiuse, il consigliere del Pentagono Alex Velez-Green ha informato i partner europei della NATO dei piani americani di “ridurre significativamente il contributo alle operazioni dell’Alleanza”. La tabella di marcia comunque è “complicata”, perché connessa “alla credibilità della deterrenza e della difesa”. Per adesso si sa che ridurrà in maniera progressiva gli armamenti pesanti, i velivoli (anche quelli senza pilota), le navi e i sottomarini. Allo stesso modo toglierà l’assistenza di intelligence e di logistica, di fatto costringendo a futura immobilità le forze europee della NATO.

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