Magyar vuole garanzie su minoranza magiara da Kiev


Orbán aveva rallentato il percorso di adesione di Kiev alla UE anche perché Zelensky non gli dava le garanzie che voleva sul rispetto della minoranza magiara. Vi sono infatti circa 150mila ungheresi etnici che vivono in Ucraina, dei quali la maggior parte nella regione della Transcarpazia. Con l’elezione di Magyar oggi il vicepremier ucraino Taras Kachka si dice speranzoso in un cambio di atteggiamento da parte di Budapest. Nel frattempo il dialogo intergovernativo è ripreso.

L’ambasciatore ungherese ha detto che il suo Paese è pronto a impegnarsi in colloqui produttivi e la nuova vicepremier Anita Orbán ha assicurato che il governo non metterà più blocchi. Lo stesso Magyar ha manifestato un cauto ottimismo in merito, ma insiste per ottenere garanzie per i diritti linguistici e civili della comunità ungherese. Inoltre ha dichiarato che solo con progressi positivi in questo senso darà il suo benestare all’adesione di Kiev all’Unione Europea. Un portavoce governativo ha comunicato che qualora vengano fatti tali progressi il premier sarebbe pronto a incontrare Zelensky già ai primi di giugno proprio in Transcarpazia, nella città di Berehove (Beregszász).

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