La Germania è passata da un atteggiamento di prudente sostegno umanitario e politico all’Ucraina a qualcosa che somiglia paurosamente a un’alleanza militare con Kiev. Nel breve termine stiamo assistendo al rafforzamento della cooperazione economica fra i due Paesi, il che significa che le aziende tedesche produttrici di armi stanno delocalizzando sul territorio ucraino, diventando i fornitori diretti dell’esercito di Kiev. Przemysław Piasta, storico e politico di Poznań, analizza lo svolgimento e i possibili sviluppi dell’asse Berlino-Kiev, che potrebbero essere estremamente negativi per la Polonia.
La fornitura di mezzi, la loro manutenzione e l’addestramento dei militari ucraini è una cosa, mentre la cooperazione sul piano della fabbricazione di armi è totalmente un’altra. Qui il ruolo principale lo detiene la Rheinmetall, la grande produttrice di armamenti, che ha una lunghissima storia risalente al 19esimo secolo e che ancora oggi è moderna e innovativa. Produce infatti i proiettili di artiglieria da 155mm, quelli da carro da 120mm, i droni-kamikaze, i sistemi di puntamento.
La rinascita dello Stato polacco non ha diminuito, bensì ha accresciuto l’importanza di tale questione per la politica tedesca: alla sua risoluzione sono legate le ambizioni di modificare i confini polacco-tedeschi e di ridurre la Polonia a un territorio nel quale finisca per essere uno Stato insignificante e completamente dipendente dalla Germania”. Sono contrario a un’insensata ripetizione dei consueti modelli. Lo stesso Dmowski non voleva assurgere allo status di profeta. Era solo in grado di analizzare la politica in modo estremamente intelligente e perspicace. Tuttavia le critiche della nostra eredità politica e ideologica devono avere dei limiti. Sì, la Germania attuale non è quella degli anni ‘30 del 20esimo secolo, mentre il popolo ucraino oggi si trova a un punto totalmente diverso della sua storia rispetto a cento anni fa. Però alcuni principi geopolitici restano immutati. Quindi dobbiamo altresì valutare seriamente gli scenari peggiori per noi, anche se ci recano un enorme disagio.
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