Groenlania, Washington insiste con condizioni pesanti


Negli ultimi mesi gli USA hanno condotto trattative riservate con la Danimarca e la Groenlandia, lasciando da parte i toni minacciosi di Trump per arrivare a una risoluzione della questione. I rappresentanti groenlandesi però sono preoccupati dal fatto che Washington continua a pretendere un ruolo piuttosto marcato nel presente e nel futuro dell’isola.

Oltre alla presenza militare, Washington è interessata a quella economica, cioè lo sfruttamento delle enormi risorse naturali dell’isola, quali uranio, petrolio e terre rare. Così vorrebbe un tipo di cooperazione che le dia di fatto il potere di veto sugli investimenti di altri concorrenti, in particolare Mosca e Pechino. Lo stesso Trump aveva infatti detto a gennaio che gli USA dovrebbe “possedere” la Groenlandia per impedire che russi e cinesi ne approfittino. E ciò può avvenire secondo lui “con le buone o con le cattive”. In un’intervista a un giornale groenlandese l’inviato speciale della Casa Bianca Jeff Landry, governatore della Louisiana, ha cercato di allettare gli isolani spiegando che l’indipendenza dalla Danimarca potrebbe offrire loro delle “opportunità incredibili” e che “il presidente degli Stati Uniti sarebbe contento di vedere come il loro Paese divenga economicamente indipendente”.

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