Il capo del Servizio Europeo per l’Azione Esterna (SEAE) ha annunciato le sue dimissioni anzitempo e ha lasciato a Bruxelles una perniciosa gatta da pelare. La designazione del successore della spagnola Belén Martínez Carbonell è infatti ostacolata dalla rivalità fra le istituzioni comunitarie su chi abbia la facoltà di stabilire la politica estera della UE. Emerge così la contesa sotterranea fra la Commissione della von der Leyen e l’organismi diplomatico che fa capo alla Kallas.
La Carbonell è ancora formalmente in carica: il suo posto al momento non è vacante. Ma la ricerca del successore giusto è già cominciata. Anzi sta infuriando, poiché da essa dipenderanno gli equilibri sotterranei nei rapporti di potere fra Kallas e von der Leyen. Cioè su chi detterà la linea della politica estera in tempi “interessanti” come questi: sarà un candidato espresso dalla Commissione, che consoliderà quindi la presa su tale aspetto della UE oppure un soggetto vicino alla Kallas, che le ridarebbe maggior controllo su quello che dovrebbe essere il suo ambito precipuo?
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