Il ministro lituano ci va giù pesante con le dichiarazioni belliche


Dichiarazioni pesanti e belliciste quelle del ministro degli Esteri della Lituania Kęstutis Budrys in un’intervista del 18 maggio al giornale svizzero Neue Zürcher Zeitung. Il politico lituano esorta l’Europa a non sottovalutare il rischio di un conflitto militare con Mosca, ma propone che la NATO dimostri ai russi di poter sfondare la loro “piccola fortezza” nell’exclave di Kaliningrad. Tuttavia per il momento la minaccia dal cielo arriva sulla Lituania dai droni ucraini.

Budrys però ribadisce più volte che la Russia è il nemico e che la deterrenza non è sufficiente. Nell’intervista al giornale svizzero spiega che il suo Paese è ormai rassegnato all’eventualità di essere attaccato da Mosca. Si lamenta quindi del fatto nel discorso politico europeo il pericolo dell’aggressione russa sia sottovaluto o ignorato. I cittadini dei membri occidentali della NATO hanno infatti ben altri problemi a cui pensare, a cominciare dal prezzo del petrolio. E invece in Lituania manca la difesa aerea, dice il ministro. E infatti i droni russi – e pure quelli ucraini – hanno ripetutamente violato il nostro spazio aereo, aggiunge.


Secondo Budrys, la Russia ha trasformato l’exclave di Kaliningrad in una “piccola fortezza” che dispone di armamenti sia per la difesa che per l’attacco aereo. Ma la NATO, qualora si renda necessario, ha i mezzi per radere al suolo le basi russe, specifica il ministro. Dunque bisogna far vedere a Mosca che siamo in grado di penetrare in quel castello fortificato! Il problema è di non sottovalutare il rischio di uno scontro aperto con la Russia, perché se collassasse il fianco orientale dell’Alleanza (che secondo lui è il vero “fronte” d’Europa), gli effetti nocivi si sentirebbe in tutto il Vecchio Continente. La UE andrebbe in rovina, così come l’economia e l’ordine sociale europeo. Da parte sua, la Lituania si è già staccata più di trent’anni fa da una Russia che era “tossica e corrotta”.

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