I britannici riconoscono il “granello di verità” nelle offese di Trump


La portaerei HMS Prince of Wales si trova in questo momento nelle acque norvegesi per condurre esercitazioni marittime della NATO. Solo qualche settimana fa il presidente americano Trump aveva sminuito la Marina britannica, descrivendo in modo sprezzante l’intera flotta di Sua Maestà. Pur rimandando al mittente le frasi sgarbate, a Londra sono in molti – anche al vertice delle Forze armate – a dare sostanzialmente ragione alla Casa Bianca.

Da tempo persino il mainstream anglofono esorta con nemmeno troppo garbo a vedere le cose come stanno. Il Guardian si chiede se non sia l’ora di ammettere il divario fra la retorica e la realtà, con riguardo alle capacità militari britanniche. Il Financial Times è meno cerimonioso e chiede che Londra accetti il fatto di non essere più una potenza globale. Il professor Kevin Rowlands, ex capitano della Marina britannica e oggi editore del Royal United Services Institute Journal, spiega che vi è un “granello di verità” nelle frecciate dei vertici americani, perché la Royal Navy è “più piccola di quanto sia mai stata in centinaia di anni”.

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