Pechino aveva presentato il suo quindicesimo Piano quinquennale già a marzo, ma a ridosso della visita ufficiale di Trump tale documento è tornato alla ribalta. Esso presenta la prospettiva da qui al 2030 per uno sviluppo nel quale vengono fatte interagire politica industriale, transizione energetica e strategia geopolitica. L’ambizione della Cina è affermare la sua leadership sia nelle tecnologie pulite che nella competitività industriale: per farlo si impegnerà molto nell’innovazione, migliorando al tempo stesso la produttività.
Basterebbe già questo a mettere in allarme i vertici europei, i quali probabilmente non si rendono conto dell’enorme ondata gialla che potrebbe travolgere il Vecchio Continente fra poco tempo. E senza considerare che il Piano quinquennale mette un particolare accento sulla domanda interna, vista come volano ideale dello sviluppo industriale. Il governo cinese vorrebbe cioè costruire un “forte mercato interno” che sia un “fondamento strategico” in grado di sostenere la crescita economica e l’incremento tecnologico.
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