Riarmo UE, denunciati i rischi di corruzione


I fondi enormi che l’Unione Europea sta destinando alla produzione di armi hanno già attirato l’attenzione di chi è capace di trarne guadagni illeciti. L’allarme è stato lanciato da Petr Klement, capo dell’Ufficio Europeo per la Lotta Antifrode (OLAF).

Secondo Klement, i miliardi di euro annunciati per il riarmo continentale sono diventati una “calamita” per i criminali e per tutti quelli che pensano di poterne approfittare. Non solo a livello europeo, ma anche di singoli Stati membri, che come la Germania e la Polonia hanno già piazzato commesse da milioni di euro per il ripristino degli arsenali, l’ammodernamento e il potenziamento dell’esercito. Il direttore dell’OLAF precisa che non sta accusando determinati Paesi o settori dell’industria. Sta solo constatando come qualsiasi destinazione di fondi pubblici e privati di tali dimensioni sia già in partenza un focolaio di corruzione e di malaffare.

Più aumenta la spesa per la difesa, più è statisticamente inevitabile che vi siano truffe. Semplicemente è così che funziona da decenni, spiega, aggiungendo che il comparto militare-industriale europeo è soggetto a criticità quali la manipolazione degli appalti pubblici, il rigonfiamento artificiale dei prezzi, il clientelismo e la corruzione.

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