Arrivato sul grande schermo il reboot della Mummia


E’ arrivato finalmente sul grande schermo il reboot de “La Mummia“. L’attesa era tanta visto il cast messo in piedi dalla Universal Pictures. Mettere insieme infatti due attori del calibro di Tom Cruise e Russel Crowe lasciava veramente ben sperare. Peccato che il film, sin dalle prime battute, non decolli mai, anzi ad un certo punto si é presi dallo sconforto pensando di aver sbagliato sala e che si stia assistendo alla proiezione di una presa in giro di “The Walking Dead” e non del nuovo lungometraggio su “La Mummia”.

Anzi per lunghi tratti sembra di essere precipitati ahinoi nel film “La Leggenda degli uomini straordinari” che non credo mancasse alla maggioranza degli spettatori di tutto il mondo.

E pensare che il regista Alex Kurtzman in questi anni é stato uno sceneggiatore coi fiocchi avendo scritto le trame di film quali The Island, Mission Impossibile III, la nuova trilogia di Star Trek e Transformer  e di serie TV quali Sleepy Hollow. Se registi quali Michael Bay e J.J. Abrahms l’hanno voluto al loro fianco si fidavano insomma. Eppure probabilmente per una sorta di ansia da cinepresa pare proprio che Kurtzaman non si sia concentrato sui dialoghi e la trama che sono di una debolezza sconcertante.

Un fotogramma tratta dalla precedente trilogia dedicata a la Mummia

Siamo distanti anni luce dall’originale “La Mummia” del 1932 che può essere considerato un cult del genere Horror. Così come è siderale la distanza tra questo reboot e la trilogia messa in piedi dalla Universal a cavallo tra il 1999 e il 2008. Allora si era optato per un film a tratti comico grazie alle battute ficcanti tra Brendan Fraser e John Hannah. Qua i toni sono fortemente dark, senza però riuscire a far realmente paura. Si tratta di un film che forse si prende troppo sul serio senza però avere le potenzialità per farlo. Deludente il villain che questa volta é una donna interpretata dalla giovane attrice algerina Sofia Boutella. Poche e sciatte battute per lei, altro che l’interpretazione impeccabile che Arnold Vosloo fece di Imhotep.

Anche sul fronte degli effetti speciali, si alternano momenti ben realizzati da altri dove é evidente il ricorso alla Computer Grafica. Non c’è nulla da fare, sembra di essere di fronte ad un b-movie piuttosto che ad un film destinato a rimanere alla storia degli appassionati del genere.

Questa volta ad essere stata sotterrata viva nel deserto Mesopotamico non è il sacerdote Imhotep bensì la principessa Ahmanet, punita per aver ucciso il padre. Agli scarabei il regista ha preferito affidarsi al mercurio quale sostanza per limitarne i poteri. Duemila anni dopo, la sua tomba viene disotterrata e aperta, facendo risorgere la mummia che porta con sé una maledizione evoluta nel corso dei millenni e che si legherà a doppio filo all’esistenza del ladro Nick Morton (Tom Cruise). Unica nota positiva l’interpretazione della coprotagonista Jenny Halsey (Annabelle Wallis)che accompagnerà Tom Cruise nel suo viaggio interiore verso la consapevolezza dei limiti della maledizione a cui é andato incontro.

Difficilmente questo film potrà replicare il successo della precedente trilogia che solo con il primo film incassò nel mondo oltre 400milioni di dollari. E sinceramente é normale che sia così per un prodotto mediocre e poco curato.

Voto della redazione: 4

 

 

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