Taciuto il 50% degli esiti di sperimentazioni cliniche. Spesso perchè danno esito negativo


Secondo uno studio dell’Organizzazione Mondiale Sanitaria il 50% dei risultati derivanti da studi clinici circa le sperimentazioni cliniche non verrebbe pubblicato, “perdendosi” letterlamente per strada. Sconcertante una delle ragioni per le quali i dati non vengono né registrati nè riportati: i risultati darebbero esito negativo sulla sperimentazione.

Proprio per correggere queste storture, alcuni tra i principali finanziatori della ricerca medica e organizzazioni non governative avrebbero siglato nuovi standard, che prevedono registrazione e pubblicazione dei risultati degli studi che finanziano. A segnalare il problema e l’accordo l’Oms sul suo sito.

Il Consiglio indiano per la ricerca medica, quello norvegese e del Regno unito, Medici senza frontiere, Path, l’Istituto Pasteur, la Coalizione per l’innovazione e preparazione alle epidemie (CEPI), la Fondazione Bill & Melinda Gates e il Wellcome Trust hanno convenuto che tutti gli studi da loro finanziati, sponsorizzati o supportati devono essere messi in un registro disponibile pubblicamente. Tutti i risultati dovranno essere pubblicati entro 12 mesi dal loro termine sul registro e riviste scientifiche. Molti di questi studi e i loro risultati saranno consultabili su una bancadati globale dell’Oms, che raccoglie i dati di 17 diversi registri nel mondo, tra cui quelli di Usa, Europa e Cina.

Le omissioni in ambito di sperimentazioni porterebbero ad avere un quadro incompleto e potenzialmente fuorviante dei rischi e benefici di farmaci, vaccini e strumenti medici, oltre ad un loro uso non ottimale, o persino dannoso. Marie-Paule Kieny, assistente del direttore generale per l’innovazione all’Oms ha spiegato:

“I finanziatori della ricerca stanno prendendo un impegno importante, e non ci saranno più scuse sul perchè alcune sperimentazioni non vengono riportate, anche dopo molto tempo la loro conclusione”. 

 

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