Alien Covenant, l’anello mancante


Ieri è stata proiettata sul maxi-schermo la maratona Alien. In veritá non la maratona completa, altrimenti per vedere la bellezza di otto film ci sarebbe voluto un flebo o una scorta di caffé da resuscitare un morto. 

La maratona ha quindi previsto la proiezione del prequel Prometheus, il nuovo Alien Covenant e poi lo storico Alien con l’impareggiabile Sigourney Weaver. La nuova fatica di Ridley Scott è la naturale evoluzione di Prometheus più che un nuovo capitolo di Alien. L’ambientazione é nuovamente poco claustrofobica essendo per lungo tempo ambientata sul pianeta natale degli Ingegneri e quindi distante dalla saga originale, certamente peró alcuni tasselli della storia che erano rimasti irrisoluti nel precedente prequel trovano compimento: finalmente l’ibridazione del primo Alien vedrá il suo compimento creando la nemesi di Ellen Ripley. Il collegamento peró tra le due serie non convince del tutto, sembra infatti che fosse più grande la preoccupazione di tenersi aperta la porta per un terzo film prequel che non costruire veramente l’anello di congiunzione tra Prometheus e Alien. La verità è che probabilmente si poteva esauire la trilogia con Alien Convenat: ormai gli sceneggiatori infatti paiono aver giá raccontato tutto il raccontabile.

La trama è semplice. Il Convenant, astronave che ha come obiettivo quello di portare 2mila coloni e centinaia di embrioni nel pianeta Origae-6, a causa di una improvvisatempesta solare, vede l’equipaggio che sta vivendo la traversata in ipersonno, improvvisamente risvegliato per salvare l’operazione. Peccato che il Convenant verrá raggiunto da un messaggio radio che dimostra la presenza di vita in un pianeta ben più vicino rispetto ad Origae-6. Il primo ufficiale Chris Oram, opterá per dare una occhiata facendo precipitate il Covenant nell’ennesimo incubo.

A tratti splatter, a tratti fanta horror questo nuovo capitolo della saga non aggiunge molto alla “letteratura” di Alien se non l’approfondimento della figura dell’androide David e del suo altergo Aggiornato Walter che assurge a vero e proprio riflesso dei pregi e difetti del genere umano. L’interpretazione di Michael Fassbender nei due “gemelli” robot è veramente superlativa e supplisce ad un cast che non riesce a trovare un degno sostituto della mitica Sigourney Weaver. Sinceramente si sente una grande mancanza anche di Noomi Rapace, il secondo ufficiale Daniels, (Katherine Waterston) infatti fatica a prendere la scena purtroppo.

Convenant comunque resta un film da vedere per la capacitá visionaria del regista Scott che ci regala nuovamente un nuovo mondo tutto da scoprire, quello degli Ingegneri di Prometheus. Confido peró che gli sceneggiatori si impegnino maggiormente per il prossimo film…

Voto della redazione: 7+


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