Notizia choc: l’infermiera che pare non vacinasse i bambini chiede i danni all’azienda sanitaria


L’assistente sanitaria di 31 anni accusata dall’Usl di Treviso di aver finto di vaccinare 500 bambini ha deciso di chiedere all’Azienda sanitaria di risarcirla per i danni patiti.

Il suo legale, l’avvocato Paolo Salandin di Montebelluna, ha chiarito che la richiesta partirà già oggi. Secondo il legale, l’infermiera:

“teme per la sua incolumità dopo essere stata sottoposta ad una gogna mediatica senza che vi sia stata una sentenza o un rinvio a giudizio della sua assistita per i fatti che le vengono attribuiti”.

La prima indagine nei suoi confronti era stata archiviata nel marzo scorso sulla base degli accertamenti dei Nas. L’infermiera dell’Asl 2 di Treviso era sospettata di aver solo finto di vaccinare molti dei bambini portati al suo ambulatorio, buttando via le fiale dopo aver registrato la prestazione. I colleghi si erano insospettiti, perché i bimbi non piangevano durante l’iniezione. C’è da dire che a marzo del 2016 il gip, su richiesta del pm, aveva archiviato. Ora il pm ha chiesto al gip di riaprire le indagini ipotizzando l’accusa di omissione in atti d’ufficio. Riapertura che Salandin giudica molto difficile. “La decisione di far rivaccinare tutti i bimbi – spiega – rende impossibile un incidente probatorio“.

La richiesta danni risulta però quantomeno surreale visto che dopo l’archiviazione in Procura l’Ospedale ha deciso di richiamare una serie di bambini per verificare la loro vaccinazione e per farlo aveva scelto di convocare 50 dei circa 80 bambini sottoposti alla profilassi per il morbillo-parotite-varicella-rosolia (Mpvr) nel periodo in cui Emanuela Petrillo operava all’ambulatorio dedito alle vaccinazioni. La scelta era guidata dal fatto che quel vaccino fosse l’unico che prevedeva una unica dose, senza richiami se non a 4-5 anni di distanza. Aveva per ciò convocato i bambini suddividendoli in due gruppi: quelli vaccinati da Petrillo e quelli vaccinati da altri. Tra questi ultimi tutti sono risultati coperti, tra quelli in carico all’assistente sanitaria solo 4 risultavano avere gli anticorpi, gli altri 21 no.

Petrillo si è sempre difesa dicendo però: “Sono da sempre favorevole ai vaccini. E li ho sempre somministrati applicando tutti i protocolli previsti”. Si difende così Emanuela Petrillo”.

Insomma la vicenda assume i risvolti del grottesco unendo al danno la beffa. Ora si attende di capire se la Procura riaprirà il caso e chiarirà una volta per tutte se esistono delle oggettive responsabilità colpose nella condotta della Petrillo. E’ certo che risulta incredibile che la magistratura non sia riuscita ad acclarare chi sia il colpevole di non aver somministrato i vaccini.

L’Asl intanto ha avviato una campagna di richiamo che riguarderebbe 500 pazienti tra adulti e bambini che sarebbero stati assistiti dalla donna nei suoi tre mesi di attività che rischia però di non far conoscere mai la verità sul responsabile di questo increscioso fatto.

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