La politica non può essere sempre un fustino di detersivo


Ormai da anni siamo abituati che il marketing governi la politica. Si testa il tema più caldo, si studia uno slogan efficace, si confezionano quattro slide che mettano in evidenza solo i benefici della misura da promuovere e il gioco é fatto. Il prodotto é venduto al “consumatore” meno attento.Fino a quando la politica potrà essere trattata come un fustino di Dixan, Dash o Ajax? Questa riflessione nasce spontanea guardando ad alcune notizie che proprio oggi si leggono su alcuni quotidiani.

Nonostante la grande attenzione per la maternità (esternata a più riprese dal ministro della Salute Lorenzin), e per le pari opportunità (da sempre un cavallo di battaglia della presidente Boldrini) l’Inps ha fatto sapere che:

La misura sui congedi facoltativi dei papà non è stata prorogata dal Governo”.

Quando si parla di congedo facoltativo si intende la possibilità per i padri lavoratori dipendenti di astenersi dal lavoro per uno o due giorni, anche in maniera continuativa, purché la madre che lavora rinunci ad usufruirne anticipando il rientro di altrettanti giorni. Si comprende bene che si trattava di una misura che permetteva elasticità di gestione dei tempi del lavoro nella coppia. Il bello é che il Pnr (Programma Nazionale di Riforma) varato dal governo prevede ancora la possibilità peccato che il Governo Gentiloni si sia scordato di inserire la norma nella Legge di Stabilità di fatto annullando un diritto che da anni veniva invocato dai sindacati.

L’ex premier Matteo Renzi

Tra dimenticanza e furbata invece il non aver previsto nel 730 la possibilità di donare il 2 per mille per la cultura. Renzi un anno e mezzo fa aveva promesso:

“Ogni euro destinato in più alla sicurezza stanzieremo un euro in più per la cultura“.

Il Governo avrebbe dovuto prevedere la costituzione di un fondo da 150 milioni di euro “per donare a tutti i cittadini la possibilità di dedicare il 2 per mille a una associazione culturale“. Peccato che non l’abbia fatto ed ecco quindi che chi da oggi compilerà il proprio 730 non potrà indirizzare alcun 2 per mille alla cultura. Lo potrà invece fare per i partiti che é evidente godono di ben più grande attenzione da parte di chi stende le leggi.

Identico discorso vale per il Bonus Bebé. Scomparso dai radar per tre mesi, finalmente dopo le proteste di vari esponenti politici – che lamentavano come sul sito dell’Inps non si trovasse la modulistica necessaria – é finalmente riscuotibile, candidandosi, attraverso la compilazione di una apposita domanda.  Peccato che invece per quanto riguarda il Bonus Nidi, cioé per intenderci quella misura che prevede un nuovo assegno da 1.000 euro l’anno per le famiglie che iscrivono i propri figli all’asilo nido pubblico e privato, non vi sia ancora traccia su alcun sito governativo. Restano solo gli annunci: che rimanrcavano in particolare che questa era una misura che non prevedeva fasce Isee, valida quindi per tutti. Ecco, era talmente valida per tutti i genitori che si é pensato bene di lasciarla tra i buoni propositi invece di tradurla in misura oggettivamente fruibile.

Ecco, di fronte a questi tre esempi, ma se ne potrebbero fare ancora a decine, non si può che sperare che quanto prima finisca il tempo degli annunci in politica. Come può una famiglia programmare decentemente il proprio bilancio familiare se i ministri del governo non fanno seguire alle parole i fatti?

 

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