La Germania che odia l’Italia


Sono sempre molto critico quando commento la politica italiana. Sinceramente penso che la nostra classe politica meriti sul campo i peggiori improperi per la propria propensione all’arte dell’arrangiarsi. Questo però non legittima l’arroganza di tutti quei Paesi che pensano di poter dire le peggiori cose sulla nostra nazione, esercitando una supponenza etica che nessun Paese in Europa merita di brandire come una clava. L’ultimo esempio é quello rappresentato da quel pezzo di Germania che odia l’Italia e con essa i Paesi più deboli dell’Europa.

Un precedente attacco della Faz all’Italia

Mi riferisco a quanto scritto sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung – quotidiano tedesco nato nel 1949 e vicino alle idee dei Conservatori della CDU  – in un editoriale intitolato “L’egocentrismo italiano“, che commenta l’idea programmatica del candidato cancelliere della Spd, Martin Schulz, di aumentare i fondi tedeschi all’Unione europea, in quanto Berlino traerebbe un grande vantaggio dalla Ue.

Secondo Faz sarebbe:

“il momento di ripensare il rapporto coi politici italiani. Dal punto di vista di Roma L’IDEA DI SCHULZ AVREBBE l’effetto di una capitolazione di fronte alla retorica ricattatoria dell’Italia, che vuole più soldi da Bruxelles e Berlino”.

Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Giovanni Toti al “Tour della sovranità” all’auditorium del Massimo a Roma

Secondo Frankfurter Allgemeine Zeitung accennare oggi a dei presunti vantaggi della Germania nell ostare nell’UE rafforzerebbe al momento i politici italiani nei loro giudizi anti-tedeschi, giudizi che peraltro non avrebbero nessun fondamento. Gli alfieri della “retorica anti-tedesca e anti-europea portatrice di voti” sarebbero i vari Renzi, Berlusconi, Salvini e Grillo secondo la ricostruzione del giornale. Insomma tutto l’arco costituzionale secondo Faz sarebbe diventato anti tedesco e populista. E infatti ciò che suonerebbe stonato ai tedeschi é la litania che “solo la Germania avrebbe beneficiato dell’euro e la crescita italiana sarebbe ostacolata solo dall’austerity tedesca”.

I politici tedeschi secondo Faz sarebbero troppo molli nel rispondere agli attacchi subiti, poiché scelgono “parole diplomatiche, poche critiche e qualche elogio. Al posto di una superficiale diplomazia, conviene occuparsi più a fondo dell’Italia e discutere molto di più e più approfonditamente degli argomenti sulle politiche economiche sbagliate dell’Italia. Se gli italiani non vogliono guardare in faccia i fatti, allora devono essere altri a parlarne. Soprattutto del fatto che’Italia nel 1998, con l’ingresso nell’Unione monetaria, è stata salvata dal default, così come nel 2011 tramite le garanzie per il debito italiano con nuovi fondi salva-Stati”.

Frankfurter Allgemeine Zeitung pronostica uno scenario inquietante per l’Italia: “Il Paese scivola verso una nuova crisi, con alti debiti, tassi che saliranno presto e un apparato statale e un sistema economico che necessitano di riforme e dal voto del 2018 non uscirà probabilmente un governo in grado di agire che conclude: con l’idealismo europeo di un Martin Schulz non è possibile purtroppo curare quest’Italia”.

Viene spontaneo domandarsi quanto gli editorialisti della Faz pensino realmente quanto hanno scritto e quanto invece utilizzino “l’egocentrismo italiano” per portare voti a casa delle Merkel visto peraltro che tutti i sondaggisti dicono che la CDU non naviga certo in buone acque. E’ evidente infatti l’intento dell’editoriale, cioé quello di sottrarre voti a Schulz solleticando i più bassi istinti di nazionalismo teutonico.

La cancelliera Merkel con il presidente della Commissione Europea Junker

Insomma si é capito dove andrà a parare l’imminente campagna elettorale dei consevatori tedeschi: faranno un po’ di sano populismo anti italiano per raccattare qualche consenso. Una situazione surreale, non tanto perché non sia vero che esista una certa forma pietista di maniera in Italia che cerca di attaccare l’Europa, attribuendole tutte le scelte infauste e sgradite come diktat, ma perché da un Paese come la Germania che di fatto governa l’Unione Europea senza essere passato attraverso una elezione diretta, ci si aspetterebbe un ben altro livello di argomentazioni politiche e soprattutto di non cadere negli stessi difetti che si attribuisce ad altri di avere.

L’articolo della Frankfurter Allgemeine Zeitung dimostra, se mai ce ne fosse stato bisogno, il pietoso livello generale dell’attuale classe politica europea e più in generale occidentale. Altro che problema solo italiano, si tratta di una evidenza di tutti gli stati comunitari. Siamo lontani anni luce dallo spirito e dalle idee che mossero i nostri padri costituenti e soprattutto siamo ad una distanza siderale dall’avere una classe dirigente capace di rendere l’Europa locomotrice del mondo. Se il pensiero medio in Europa é quello descritto da Faz siamo certi che resteremo colonia economica degli Stati Uniti anche per il prossimo secolo: in quanto non si costruisce nulla laddove l’unica benzina che muove le azioni di Strasburgo e Bruxelles é l’egoismo e l’invidia reciproca.

Foto tratta da Report

 

 

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