Africa triplicherà la richiesta di energia elettrica entro il 2030


La domanda di energia elettrica in Africa triplicherà da qui al 2030 e, per riuscire a soddisfarla, è possibile seguire una strada eco-sostenibile, puntando sulle fonti rinnovabili.

Uno studio del dipartimento di energia del Berkeley Lab, in uno studio pubblicato su Pnas, nonostante le fonti fossili e l’idroelettrico vengano considerati gli approcci migliori, ha dimostrato come l’eolico e il solare possono essere opzioni competitive dal punto di vista economico e ambientale.

“Il fotovoltaico e l’eolico sono stati storicamente scartati perché troppo costosi e variabili in base al tempo, ma in Africa ci sono abbondanti risorse di vento e sole a basso impatto ed economiche”, spiegano i ricercatori.

La chiave per soddisfare sia la domanda energetica sia l’esigenza di una crescita a basse emissioni di gas serra, evidenziano gli scienziati , è nel collocare in aree precise gli impianti e creare interconnessioni di reti elettriche regionali.

“Con un’ubicazione strategica degli impianti – sottolineano – e con più scambi energetici e interconnessioni di rete tra i Paesi, il costo del sistema complessivo può essere inferiore rispetto a quanto sarebbe se le nazioni dovessero sviluppare le loro risorse in isolamento, senza ubicazione strategica”.

La vocazione per l’utilizzo delle energie rinnovabili nel continente africano era iniziato con due grandi progetti oggi funzionanti il Lesedi e Letsasti Solar Project siti in Sudafrica. A fine del 2014 era entrato in funzione invece il più grande impianto fotovoltaico in Africa capace di produrre 96 MW di energie rinnovabili. .È il Jasper Pv Project e che ha visto i contributi finanziari di Kensani Group, Intikon Energy, Rand Merchant Bank e di Google.

L’impianto Jasper Pv Project
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