Quote rosa e Ue spingono per riforma elettorale proporzionale in Italia


Assist da parte del Consiglio d’Europa ad una riforma elettorale in Italia fortemente proporzionale.

Secondo l’istituzione comunitaria Che proprio oggi ha presentato a Roma il rapporto sulla ‘Valutazione dell’impatto delle misure per incrementare la partecipazione delle donne alla vita pubblica”:

“I sistemi proporzionali o che introducono elementi proporzionali risultano i più effettivi nel promuovere l’elezione delle donne rispetto ai sistemi maggioritari e con collegi uninominali”.  

Il rapporto spiega anche come la rappresentanza femminile sia favorita da collegi/circoscrizioni elettorali ampie e soglie alte fissate per legge, l’eccessiva frammentazione partitica sfavorisce infatti la presenza di donne. 

Nei parlamenti nazionali dei 47 Paesi del Consiglio d’Europa solo 4 Stati hanno più del 40% di donne elette, in 13 Stati le donne sono un terzo degli eletti, in 7 tra un terzo e quarto, in 27 stati sono meno del 25%. Le quote sono in generale un tipo di “azione positiva”, metà dei Paesi al mondo le hanno adattate, volontariamente dai partiti o obbligatoriamente perché inserite in Costituzione, nelle leggi elettorali o nelle leggi sui partiti.

 In Spagna, dove sono state adottate quote obbligatorie, le donne elette sono il 41,1%; in Polonia sono passate dal 24% del 2009 al 35% del 2016. Ma Paesi ‘gender-balanced’ vedono un’alta presenza femminile anche senza quote: in Danimarca il 39%, in Finlandia il 42,5%. 

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