Tesla, un esempio per vincere l’inefficienza italiana. Cento giorni per dare luce all’Australia


In Italia, un Paese dove sono continui gli esempi di inefficienza e di lungaggini burocratiche che portano non solo allo spreco di denaro ma anche alla morte di persone, il pensiero va ovviamente al crollo del cavalcavia avvenuto ieri sull’autostrada A14, la notizia che arriva dagli Stati Uniti pare rasentare la fantascienza.

Elon Musk – Fondatore di Tesla

Il patron della casa automobilistica Tesla, Elon Musk, si è detto pronto a compiere un vero e proprio miracolo: in cento giorni risolverà i problemi energetici dell’Australia Meridionale attraverso l’installazione di una centrale a batterie per l’immagazzinamento e l’erogazione di elettricità.

Per carità, le sparate gratuite siamo abituati a sentirle anche in Italia, ma in questo caso c’è un prezzo da pagare se sbagli.  Infatti Musk ha alzato la posta in gioco promettendo che in caso di ritardi il tutto verrà realizzato gratis.

La notizia nasce da una intervista rilasciata al quotidiano Australian Financial Review, dal vicepresidente di Tesla Lyndon Rive, il quale ha dichiarato di poter istallare in 100 giorni un impianto di batterie da 100 megawattora (Mwh), in grado di prevenire i blackout che si susseguono nello Stato australiano dal settembre scorso. Su Twitter, Musk é ritornato sl concetto:

Tesla installerà e metterà in funzione l’impianto in 100 giorni dalla firma del contratto, o sarà gratis“.

La stazione di accumulo di energia elettrica sarebbe simile a quella realizzata per Edison nel Sud della California. Quell’impianto, da 80 Mwh, è stato ultimato nelle settimane scorse dopo appena 90 giorni di lavori. Le batterie sono state prodotte nella Gigafactory, l’enorme stabilimento di Tesla in Nevada.  Da alcuni anni infatti Musk ha diversificato la sua produzione passando dai soli veicoli elettrici per arrivare anche a sistemi di batterie per lo stoccaggio energetico rivolti alle utenze domestiche e anche alle utilities.

Certamente si tratta di una vera e propria rivoluzione copernicana quella di candidarsi a costruire un impianto con il vincolo che eventuali ritardi portino a carico dell’impresa i costi dell’intera opera. Una eventualità che se fosse mutuata anche solo per un quarto in Italia, risolverebbe una volta per tutte il problema del Pil nel Belpaese.

Il blackout nel Sud dell’Australia

 

 

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