Semafori in etichetta, secondo lo stile british, anche nell’Ue. Altolà dell’Italia


Si staranno pure consumando gli ultimi atti della vicenda Brexit – con tutte le tensioni tipiche di un divorzio non consensuale – ma la Gran Bretagna continua a influenzare il mondo economico occidentale. A rivelarlo è il sito specializzato e di tutela dei consumatori Gift (Greatitalianfoodtrade).

Un esempio di etichettatura britannica

Alcune tra le principali multinazionali dell’agroalimentare (tra le altre Coca-Cola Company, Mars, Modelez International, Nestleé, PepsiCo e Unilever) infatti si accingono a dichiarare il loro appoggio ai ‘semafori‘ in etichetta, al prossimo incontro della Piattaforma Ue per la dieta, l’attività fisica e la salute, che si terrà il 9 marzo. Si tratta del cosiddetto ‘traffic lights system‘, a suo tempo introdotto su base volontaria dalla grande distribuzione britannica col sostegno delle associazioni dei consumatori e poi recepito dall’amministrazione sanitaria d’oltremanica.

In sostanza, si tratta di prevedere sulle confezioni dei prodotti una etichetta con alcune informazioni sintetiche sulla presenza di grassi, zuccheri e altro, utilizzando i colori verde, giallo e rosso in misura delle quantità contenute e delle loro possibili ripercussioni sulla salute e su una sana alimentazione. Si tratta di un sistema facilmente leggibile da parte del consumatore che così può riempire il proprio carrello della spesa in modo più consapevole e informato.

Dario Dongo, specialista in diritto alimentare commenta la notizia:

“Nel medio termine la Commissione europea, col sostegno delle grandi lobby industriali e delle associazioni dei consumatori, potrà considerare i semafori d’oltremanica come il modello da applicare in tutta Europa, sia pure a titolo facoltativo. Un primo passo in avanti, anche se in Italia potremmo vedere applicato questo sistema solo fra alcuni anni”.

Le prime reazioni dal mondo politico non si sono fatte attendere. Il Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina ha dato l’altolà all’iniziativa: ”Scriveremo ancora anche nelle prossime ore alla Commissione Ue di intervenire per impedire la diffusione di un elemento così distorsivo del mercato”.

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