Onu scende in campo contro i mari inquinati


L’Onu dichiara guerra all’inquinamento nei mari. Dall’Economist World Ocean Summit di Bali l’organizzazione internazionale ha infatti lanciato la campagna di sensibilizzazione #Cleanseas che si rivolge a governi, industria e più in generale ai consumatori di tutto il mondo con un appello a ridurre la produzione e l’uso eccessivo di plastica.

Clean Seas
Una immagine tratta da Instagram a sostegno della campagna #Cleanseas
Secondo uno studio commissionato dalle Nazioni Unite ammonterebbero a 8 milioni di tonnellate la quantità di plastica che ogni anno viene gettata nei nostri mari. E’ come se ogni minuto un camion pieno di rifiuti gettasse in mare il proprio contenuto. Sono 600 le specie animali che rischiano la estinzione a causa delle microplastiche presenti nei nostri mari.

Si tratta di una situazione allarmante e che si ripercuote, con conseguenze gravi, sulla nostra alimentazione. Alla campagna per ora hanno aderito Francia, Belgio, Costa Rica, Indonesia, Norvegia, Panama, Sierra Leone e Uruguay. Gli Stati che aderiscono devono adottare misure tangibili: ad esempio l’Indonesia ha assunto l’impegno di ridurre del 70% la spazzatura marina entro il 2025 con opere di bonifica nel suo territorio di competenza e l’Uruguay introdurrà entro la fine del 2017 una tassa sui sacchetti di plastica.

Testimonial della campagna sono il cantante Jack Johnson e l’attore Adrian Grenier.

Adrian Grenier, testimonial campagna #Cleanseas
Adrian Grenier, testimonial campagna #Cleanseas
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