Destre e sinistre, ceffoni sì ma al loro interno


In Italia non si capisce più nulla. Un tempo era chiaro che le destre si sarebbero alleate tra di loro e le sinistre – seguendo l’esempio delle prime pure – per bisticciare sì, ma almeno due minuti dopo aver vinto. Oggi invece siamo di fronte ad un vero e proprio casino. Che poi a volte è casino nel senso letterale del termine, ma questa è un’altra storia. Da mesi gli italiani assistono ad un dibattito infiammato che vede protagonisti sì le destre e le sinistre ma nella missione impossibile di distruggersi dall’interno. I ceffoni volano, ma non più tra movimenti giovanili, bensì tra alleati o compagni di partito, in una totale amnesia di chi sia il proprio vero avversario.

La situazione sta diventando stucchevole. Ogni giorno i media dedicano più carta per ospitare appelli di questo o quell’esponente politico verso i propri compagni di banco in Parlamento (che viene spontaneo chiedersi: ma non basterebbe che si parlassero mentre sono in Parlamento o in Consiglio dei Ministri invece di innondare di comunicati stampa, veline, lettere e cartoline le redazioni politiche?! n.d.r.), che non per raccontare l’ordinario dibattito parlamentare distinto dalle differenti posizione partitiche.

Enrico Berlingue e Giorgio Almirante
Enrico Berlingue e Giorgio Almirante

Berlinguer e Almirante si staranno rivoltando nella tomba a vedere congressi di partito e di coalizione celebrati a reti unificate nei talk show. “Tribune politiche” e incontri politici dove ormai è immancabile il fuorionda. Come se non si sapesse che nell’era della tecnologia c’è sempre qualcuno che registra qualcun’altro. E’ proprio di oggi la pubblicazione da parte di Repubblica.it di uno scambio di battute tra il presidente della Commissione Trasporti della Camera, Michele Meta e il ministro Graziano Delrio.

Una volta scrivevamo i Promessi Sposi e ci conoscevano in tutto il mondo. Pensate che cosa potranno pensare i posteri di questo scambio di battute sulla possibile scissione del Partito Democratico.

Barano o fanno sul serio?“, chiede Meta riferendosi, probabilmente alle mosse della minoranza che minaccia la scissione. “No, fanno sul serio – risponde Delrio – una parte ha già deciso. Poi ci sono dentro i renziani“, “diminuiscano i posti da distribuire” ma “non capiscono un cazzo” perche’ la spaccataura “sarà come la rottura della diga in California, hai presente? C’e’ una crepa, e poi l’acqua non la governi piu’“. A quel punto Meta domanda: “ma lui si adopera per contrasta’ ‘sta roba, Matteo?“.

GRAZIANO DELRIO
GRAZIANO DELRIO

Delrio risponde: “guarda io, sia detto tra me e te, si e’ litigato di brutto perche’ non e’ che puoi trattare questa cosa con un passaggio normale. Cioe’, tu devi far capire – aggiunge Delrio – che piangi se si divide il Pd. Non che te ne frega, chissene frega. Non ha fatto neanche una telefonata, su. Come cazzo fai in una situazione del genere a non fare neanche una telefonata?“.

Un dialogo “degno” forse di un dialogo tra ragazzini delle medie che stanno parlando di due amici che hanno appena bisticciato. Invece si tratta di due esponenti di governo… Il problema è che il centrodestra non sta per nulla meglio. Matteo Salvini una volta viaggiava per il mondo tentando di incontrare o almeno farsi fotografare con qualche leader mondiale, ora la sua vocazione si è spostata principalmente nello sfornare, quotidianamente, sfottò contro Silvio Berlusconi. Per carità non c’è nulla di male nel tentare di diventare leader, ma se continui ad inondare di comunicati stampa o interviste tutti i media nazionali magari gli elettori iniziano pure a stufarsi.

Dentro il Movimento Cinque Stelle non ne parliamo: chiunque abbia un minimo di onestà intellettuale non può non vedere nei pentastellati una polveriera pronta ad esplodere da un momento all’altro. Il governo della città di Roma poteva diventare il tram per raggiungere senza fatica Palazzo Chigi, oggi come oggi è diventato più che altro una agenzia di collocamento impegnata a trovare ogni giorno un nuovo assessore da sostituire ad uno indagato o dimissionato. Della serie: “Avanti un altro!”. Patetici loro come risulta patetico e irritante il comportamento dei media italiani che se avessero utilizzato l’1% dell’attenzione che riversano sul sindaco Virginia Raggi, non avremmo mai dovuto subire l’onta di farci conoscere sui media internazionali per l’inchiesta su “Mafia Capitale”.

Dal Film "Rocky IV"
Dal Film “Rocky IV”

Ridateci per favore le ideologie. Ridateci per favore esponenti magari grigi ma che sapevi che nascevano e morivano nel loro partito. Ridateci i vecchi americani e i vecchi russi che oggi pure lì si sono invertite le parti, sapete sullo stile di Rocky IV dove riconoscevi gli amici e i nemici (quanta propaganda imbellettata ci siamo bevuti n.d.r.).

Ridateci insomma un qualche cosa in cui credere.  Perchè il futuro è fatto anche di sogni illusioni senza le quali si mortificano e spengono intere generazioni.

 

 

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