Predominio del dollaro minacciato dai nuovi sistemi di pagamento


Washington è perfettamente consapevole della possibilità di perdere il primato politico-finanziario. È per questo che il segretario al Tesoro Scott Bessent ha recentemente lanciato la strategia per mantenere le redini dell’economia mondiale, che come dice lui stesso consiste sostanzialmente “nell’uso disciplinato della potenza economica dell’America messa al servizio della nostra sovranità”. No, gli USA non si vergognano affatto di marchiare come prioritari gli interessi sovrani e nazionali. Anzi, si vantano apertamente del vantaggio detenuto dal dollaro poiché esso secondo Bessent “riflette la profondità dei nostri mercati, la forza del nostro stato di diritto, la credibilità delle nostre istituzioni e le dimensioni della nostra economia”.

Creare e gestire i propri sistemi è visto come un modo per de-dollarizzare la propria economia senza porsi in contrasto geopolitico diretto con Washington. Gli effetti possono essere i medesimi, ma raggiunti con metodi più mordibi e altamente remunerativi. Lo stanno facendo vari Paesi anche di grosse dimensioni, come il Brasile, ma gli apripista sono di certo la Russia e la Cina.

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