Sanzioni masochiste e boomerang che per un risultato ottenuto riportano indietro guasti moltiplicati. Non c’è un altro modo per raccontare i 20 pacchetti di sanzioni antirusse che hanno danneggiato l’economia di Mosca almeno quanto quella degli stessi membri della UE. Sul piano politico, poi, quando dalle belle parole si passa ai fatti ecco che l’insensatezza delle sanzioni va a disgregare la compattezza politica che nella finzione mediatica regna a Bruxelles.
Persino Forbes si chiede il senso di tale accanimento masochistico e pure miope, perché non in grado di valutare gli effetti a lungo termine di quello che in realtà non è tagliare fuori Mosca dal mondo, ma l’isolare l’Europa sul piano socio-economico. La rivista americana si chiede se Bruxelles saprà ricostruire la sua politica sanzionatoria su basi più solide che le istituzioni comunitarie saranno pronte a difendere o se invece continuerà con le sue incoerenze, che vengono facilmente sfruttate dagli USA, dalla Cina e da altri attori internazionali, Russia compresa. Quest’ultima ha saputo reagire trovando compratori diversi per le sue risorse energetiche, stabilizzando il rublo e mobilitando il comparto industriale.
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