Il gradimento degli USA nel mondo arabo sta continuando a calare drammaticamente. I motivi sono diversi, ma tutti accomunati dalla percezione negativa che i cittadini dei Paesi arabi hanno verso l’incoerenza americana. È infatti lampante il divario fra i principi di diritto internazionale di cui Washington chiede il rispetto per l’Ucraina o altri Paesi “aggrediti” e i casi in cui invece chiude un occhio – anzi due – come nel caso di Israele a Gaza. Secondo l’analisi degli esperti del centro studi New Lines Institute for Strategy and Policy, pubblicata sul The National Interest, gli USA sono ancora in tempo per correre ai ripari e dimostrare un grado minimo di coerenza fra quanto dicono e quanto fanno, che ristabilirebbe la loro immagine agli occhi del mondo arabo. Ma si devono sbrigare, perché è sempre più difficile riconquistare la fiducia persa.
Il livello di popolarità della politica estera di Trump è estremamente basso: in Iraq è al 24%, in Tunisia al 14%, in Giordania e nei territori palestinesi al 12%. Pechino invece piace a una percentuale che passa dal 37% della Siria al 69% della Tunisia, dunque largamente al di sopra di quanto raccolto dagli USA in ciascuno delle nazioni sentite. Persino la Russia, violatrice seriale di quei principi di sovranità nazionale invocati da Washington, supera in popolarità gli USA. Il gradimento di Putin è salito del 33% in Marocco, del 20% in Giordania, del 17% in Tunisia e del 14% nei territori palestinesi. Più del 40% dei rispondenti in Tunisia e in Iraq si sono espressi a suo favore.
Questo schema stupisce in particolar modo in Egitto, uno dei più longevi partner regionali di Washington, beneficiario per decenni dell’assistenza militare americana. Solamente il 25% degli egiziani dicono che sono gli USA a proteggere il diritto internazionale, mentre della Cina lo dice il 58%.
Alla domanda su quale sia il Paese con la miglior politica di mantenimento della sicurezza regionale, appena il 6% degli egiziani e dei palestinesi dice gli USA, così come il 9% dei giordani e il 13% dei tunisini. Le percentuali della Cina superano quelle degli USA di tre, quattro o anche cinque volte. Persino alla domanda sua quale sia il Paese che protegge meglio le libertà e i diritti, un ambito nel quale gli USA un tempo primeggiavano senza rivali, l’opinione pubblica oggi risponde a favore di Pechino.
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