Stanno emergendo le tensioni latenti fra le istituzioni UE e i governi degli Stati membri e fra i vertici delle istituzioni stesse. Soprattutto in ambito di politica estera si concentrano la delusione e l’insoddisfazione verso Bruxelles. La causa del malumore pare sia l’Alto rappresentante Kaja Kallas. Parigi l’ha attaccata con un documento semisegreto. E nel frattempo la von der Leyen si sfrega le mani…
Un testo informale – non approvato ufficialmente dal Ministero degli Esteri di Parigi – in cui vengono delineate tre opzioni per riformare il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE), che è il braccio diplomatico dell’Unione, guidato dall’Alto rappresentante. Tale dossier sarebbe l’esito di una lunga serie di critiche espresse dietro le quinte da diversi governi e da funzionari della UE nei confronti del SEAE e della stessa Kallas, scrive Politico. Due delle opzioni previste vanno a indebolirne il ruolo, o mettendolo interamente sotto l’autorità della Commissione oppure dando maggiore potere di azione diplomatica al Consiglio e dunque agli Stati membri. L’ultima alternativa va invece nel senso di estendere le competenze dell’Alto rappresentante ad ambiti formalmente esterni alla politica estera, ma con notevoli implicazioni geopolitiche come commercio e sviluppo economico.
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