Intervista a Zsuzsanna Borvendeg


Zsuzsanna Borvendég è un’eurodeputata ungherese del gruppo Europa delle Nazioni Sovrane. Eletta nel 2024 col partito Mi Hazank Mozgalom (Movimento Patria Nostra), è autrice di libri di storia moderna ed è stata ricercatrice presso l’Istituto di Studi Ungheresi (Magyarságkutató Intézet). Inoltre ha ricevuto la Croce di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica ungherese. Strumenti Politici le ha chiesto un commento sulle recenti elezioni politiche a Budapest, dalla quali è uscito vincitore Péter Magyar, lo sfidante del premier Orbán. Con 6 seggi, il suo partito Mi Hazank si è affermato come terza forza politica nazionale migliorando il risultato del 2022.

– Qual è l’atmosfera a Bruxelles adesso? La Commissione è contenta della vittoria di Magyar?
– A Bruxelles ovviamente molti nell’establishment UE hanno salutato la vittoria di Magyar con sollievo e persino con entusiasmo. Ursula von der Leyen ha pubblicamente elogiato il risultato come “una vittoria delle libertà fondamentali”, mostrando chiaramente quale sia l’umore nella Commissione. Al tempo stesso, però, ci andrei piano con le interpretazioni semplicistiche: se è vero che Bruxelles preferiva politicamente tale esito, il problema di fondo è che nell’Europa Centrale e Orientale stiamo assistendo all’aumento dei cosiddetti nuovi “partiti-progetto”. Sono quelle formazioni costruite praticamente dal nulla nel giro di qualche mese, ma aventi già delle strutture altamente professionali e un forte supporto mediatico, allo scopo di farle rapidamente salire al governo. Vediamo elementi di tale fenomeno non soltanto in Ungheria, ma anche altrove nella regione.

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