Resta comunque in piedi il dubbio: i fondi basteranno? Secondo alcuni funzionari, il divario finanziario è maggiore di quanto inizialmente previsto. Occorrerebbero altri 19 miliardi di euro, per un totale di circa 45 miliardi che potrebbe essere richiesti entro la fine del 2027. In questo momento, il Giappone e altri Paesi occidentali stanno trattando su come fornirli, però manca ancora un impegno vincolante. Si pensa quindi che l’Europa debba nuovamente mettere mano al portafogli già il prossimo anno, segno che all’orizzonte non si intravede la fine del conflitto. La dipendenza crescente dai fondi europei incrementa al tempo stesso la pressione sui vertici di Kiev, i quali devono assicurarsi la fiducia dei loro donatori. Il recente scandalo di corruzione ha su questo sfondo un peso particolare grosso: il NABU, l’ufficio nazionale ucraino anti-corruzione, ha infatti scoperto delle irregolarità nella Energoatom, compagnia controllata dallo Stato. Un gruppo di soggetti ad essa legati avrebbe sistematicamente preso mazzette dagli appaltatori e si sarebbe appropriato di circa 100 milioni di dollari.
Per leggere l’articolo completo cliccate su Strumenti Politici.
