Mark Zuckerberg pronto per candidarsi a presidente degli Stati Uniti


Se si aveva ancora qualche dubbio sull’intenzione di Mark Zuckerberg di candidarsi alle prossime elezioni per la presidenza degli Stati Uniti d’America, da oggi sono del tutto dissipati. Il patron di Facebook infatti si e’ fermato a sorpresa a mangiare in casa di una famiglia di democratici dell’Ohio che ha votato per Donald Trump per comprendere probabilmente le ragioni del delitto commesso dalla coppia. Chissà se ha portato anche qualche suo analista specializzato nel carpire notizie personali per poi commercializzarle…

Battute a parte “l’inventore di Facebook” (anche questa definizione é molto opinabile dando una lettura alla sua biografia), ha iniziato a dare seguito al suo buon proposito di Capodanno: cioè “ascoltare le voci” di tutti e 50 gli stati americani, facendo tappa in uno dei focolai che hanno consentito la vittoria a sorpresa del tycoon nelle elezioni di novembre.

Dan e Lisa Moore hanno scoperto con 20 minuti di anticipo che il misterioso ospite sarebbe stato il miliardario fondatore del più popolare social network del mondo. Era stato lo stesso Zuckerberg a indirizzare il suo staff nella casa della coppia: “Voglio parlare con democratici che hanno votato Trump“.

La cena – definita “deliziosa” dal miliardario e avremmo voluto sentire il contrario da uno che aspira a candidarsi – non e’ stata solo all’insegna della politica. I Moore hanno parlato delle loro attività in un orfanotrofio in Uganda e delle attività filantropiche di Zuckerberg. Insomma proprio una coppia scelta a caso viene da dire a fare i malpensanti….

Il fondatore di Facebook in visita all’impianto di Dearborn

Prima di questa cena il creatore di Fb era stato in Michigan dove aveva incontrato studenti musulmani di una Università del posto, molti di loro immigrati da zone di guerra, e poi aveva fatto tappa in una fabbrica Ford fuori Detroit mettendosi perfino a lavorare in catena di montaggio. Chissà mai che serva una foto in campagna elettorale

L’avvio della sua campagna elettorale, svelata da dei documenti di un’azione legale ottenuti mesi fa dalla Bloomberg dove si dice che Mark avrebbe discusso la possibilità con altri membri del board di Facebook , era partita con il mea culpa verso l’automazione e l’innovazione spinta avvenuta a dicembre dello scorso anno:

Per decenni la tecnologia e la globalizzazione ci hanno reso piu’ produttivi e connessi. Questo ha creato vantaggi ma per molti ha anche reso la vita piu’ difficile contribuendo a dividere le persone come non ho mai visto in vita mia. Dobbiamo trovare come cambiare le regole del gioco.

Sicuramente la sua crociata contro le fake news, che gli stanno permettendo di tramutare il suo board in una sorta di editore e censore, fa presagire tempi molto oscuri per l’America. Se uno può censurare le notizie sgradite sul più potente social network al mondo, tra i plausi dei media preoccupati solo dal fenomeno Trump, chi garantirà libere elezioni negli Usa

E pensare che oggi la preoccupazione principale é quella di occuparsi dell’attività di presunti hacker: personalmente tenderei a investiagre su chi mette i semi alla luce del sole di un bavaglio alla libertà di stampa… Le più cruente dittatura sono sempre passate dalla legittimazione popolare in un primo momento, non bisogna mai dimenticarlo!

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