Continua l’escalation di “censura” nel web


E’ interessante leggere oggi l’attacco di una notizia pubblicata dall’Ansa, la principale agenzia stampa italiana per annunciare che anche Google si adegua alla censura del mainstream:

“Nell’era delle ‘post verità’ sta diventando sempre più centrale il contrasto alle ‘fake news’, le notizie bufala esplose online durante la campagna elettorale americana”.

Sarebbe interessante comprendere che cosa intenda Ansa per “post verità” e notizie bufala esplose durante la campagna elettorale americana. Sarebbe interessante perché magari si scoprirebbe che si tratta di toni altisonanti per legittimare la più grande opera di attacco alla libertà d’informazione. Ed è incredibile che un soggetto che fa dell’informazione il suo core business non si preoccupi che quello che oggi capita a qualcuno, domani potrebbe capitare a loro…

Comunque Google imita Facebook inaugurando anch’essa una etichetta di verifica delle notizie. Si chiama ‘Fact Check‘ e apparirà sia nel motore di ricerca sia nella sezione Google News. I vertici del colosso statunitense fanno sapere che:

“Con migliaia di nuovi articoli pubblicati online la quantità di contenuti con cui si confrontano gli utenti può risultare eccessiva. E purtroppo non tutti questi contenuti sono aderenti ai fatti, rendendo così difficile per i lettori distinguere i fatti da ciò che è falso”.

Come sempre non é dato sapere quale linea rossa si ponga il Grande Fratello di Google per classificare una notizia come aderente o meno ai fatti.

L’etichetta ‘Fact Check‘ sarà disponibile in tutte le lingue e comparirà quando viene effettuata una ricerca su fatti e affermazioni pubbliche che sono state verificate e anche da chi è stato fatto il ‘fact-checking’. Le verifiche non sono ad opera di Google ma sono effettuate da media ed editori che per usufruire di questa etichetta devono utilizzare gli standard tecnici sviluppati da Schema.org, Duke University e Jigsaw, l’incubatore tecnologico di Google.

Si spera che prima o poi qualcuno ci dica quali sono i media e gli editori che decideranno se bollare come “Fake” una notizia. Visto che qualunque testata giornalistica ha una linea editoriale almeno sapremo chi é il burattinaio che tira i fili.  E’ drammatico che non si comprenda il nocumento che queste misure fa al diritto di opinione e che sono misure non distanti a quelle inaugurate da Goebbels nella Germania nazista per instillare il germe del pensiero unico all’interno della sua nazione e addomesticare i media. E ora bollate pure come Fake anche questa notizia.

Un esempio di come verrà segnalato la fake news. Ecco il Fact Check
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