Occidente, tra scandali e insulti la fine della classe dirigente


Il deterioramento del dibattito politico a livello internazionale è palese ormai da tempo, ma nell’anno appena concluso la situazione è peggiorata in modo sostanziale.

E senza nemmeno contare i risultati elettorali del 2016, che hanno scioccato molti di quelli con le fette di prosciutto sugli occhi, la tensione sociale rimane alta e dominano la miopia politica e la mancanza di visione a lungo termine, complice un periodo così lungo di finta pace tra le nazioni.

In un tale contesto, le parole pronunciate da Papa Francesco all’Università Roma Tre sono pesanti come macigni, risuonando quasi come una scomunica:

La politica si è abbassata tanto. Non solo qui, io parlo di tutto il mondo.

L’intervento del Santo Padre si è concentrato in particolare sull’incapacità di ascoltarsi che si vede in tv, quando intervengono i politici, specie durante la campagna elettorale. E si risponde all’altro ancora prima che finisca di parlare, cioè senza ascoltare e capire cosa sta dicendoBisogna abbassare un po’ il tono e bisogna parlare meno e ascoltare di più. C’è, a livello mondiale, una violenza verbale nei singoli e nella comunità, che sta facendo perdere il senso della costruzione sociale, della convivenza sociale, che si fa prima di tutto con l’ascolto e il dialogo.

Indipendentemente dalla religione a cui si appartiene, non si può non vedere in queste parole un reale fondo di verità: il Papa ha scattato una foto impietosa sulla classe politica mondiale. Ma a noi basta guardare l’Italia, dove la competizione per la guida del Partito Democratico, divenuta un fatto nazionale, ci mostra una lotta senza esclusione di colpi tra esponenti della stessa forza politica, anche quelli che hanno già avuto ruoli di responsabilità nel governo o che vorrebbero averne.

Lo psicodramma che si sta vivendo nel PD ci sconforta perchè sta arrecando danno agli italiani, a maggior ragione quando viene consumato pubblicamente col quotidiano rilascio di accuse tramite veline stampa. Per anni Matteo Renzi ha fatto passare o ha tentato di far passare, gridando alla necessità di stabilità, qualsiasi tipo di provvedimento, anche distanziandosi dalle parti sociali e da quelle datoriali: e ora che è in gioco il suo futuro politico, il suo “cadreghino” per i prossimi 5 anni, quel pomposo richiamo non vale più. E intanto lo spread sale… Avendo raggiunto più volte i 200 punti, è come aver bruciato un tesoretto di 20 miliardi nel biennio ‘16-17 (all’anno, per coprire il minor gettito, si dovrebbe introdurre un’imposta sulla casa con una aliquota pari al doppio di quella utilizzata dalla vecchia ICI: ma è solo per fare un esempio).

Il sindaco di Roma Virginia Raggi durante un incontro con gli attivisti del M5S in Piazza del Campidoglio
Il sindaco di Roma Virginia Raggi durante un incontro con gli attivisti del M5S in Piazza del Campidoglio

Gli altri partiti non stanno meglio: le tensioni all’interno del Movimento Cinque Stelle sono palpabili. La debolezza di Virginia Raggi, morbosamente attenzionata dai media nazionali — che probabilmente giocavano a nascondino mentre stava montando quello sarebbe poi stato chiamato lo scandalo di Mafia Capitale — è solo la punta dell’iceberg, il cui enorme corpo si intravede nella pesante accusa della parlamentare pentastellata Roberta Lombardi:

Questa è Roma e io non ci sto a vederla martoriata per soddisfare la volontà di qualche imprenditore. Bisogna annullare subito la delibera sullo stadio. Mi auguro che l’amministrazione capitolina faccia la scelta giusta e chieda al proponente di avanzare un nuovo progetto che rispetti la legge e la Capitale. Se non è questa una grande colata di cemento, allora cos’è? Sono sempre stata schietta e ho sempre fatto della coerenza un valore imprescindibile.

La presa di posizione di Beppe Grillo appare fin troppo dura: Su Roma non decidono i parlamentari. Così rischia di alimentare frizioni analoghe a quelle avute in passato e che portarano alla stagione delle espulsioni. Nel centrodestra, poi, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi se le stanno suonando di santa ragione: se si guardasse solo alle agenzie stampa, l’occupazione principale del capo della Lega sembrerebbe quella di accreditarsi come leader dell’area screditando la guida del suo principale alleato, Forza Italia, che si impegna soltanto a difendere il ruolo storico del Cavaliere invece di creare un’alternativa credibile al Partito Democratico. È una situazione orripilante che allontana gli elettori da qualunque partito, invece che avvicinarli e coinvolgerli nella politica.

Il Clintongate per "Time"
Il Clintongate per “Time”

Nel resto dell’Occidente la situazione non è rosea. La notizia che i servizi segreti non stanno informando in modo trasparente il neo eletto presidente Trump già pesantemente indebolito dalle accuse sessiste in campagna elettorale (un refrain, con meno prove, di quanto vissuto da Bill Clinton), gli scandali scoppiati sulle presidenziali francesi e in particolare sul candidato della destra Fillon, i tentativi della Angela Merkel di mettere mano agli algoritmi che muovono le indicizzazioni delle notizie in rete e infine i tentatitivi globali di impedire il dialogo tra Russia e Stati Uniti non fanno che aumentare il torbido che viviamo in questo momento nel Vecchio e nel Nuovo Continente. Non resta che stare a guardare, sperando che arrivi un bello scossone a riportare dignità all’interno della classe politica e dirigente di tutto il nostro mondo.

(Pubblicato da Sputnik Italia)

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