Servono 70 miliardi di euro, che secondo Zelensky sono “una somma realistica” che “aiuterà a respingere la Russia”. Il problema, spiega, è che il Cremlino stanzia per lo sforzo bellico cifre sempre maggiori e così bisogna rispondere in modo adeguato. Già, il mainstream dice che la Federazione Russa è strozzata dalle sanzioni UE, ma Zelensky ne ha una paura concreta. E agli alleati dichiara: La guerra costerà 155 miliardi il prossimo anno. E noi necessitiamo da voi di almeno altri 70 miliardi per la difesa e per la nostra resilienza.
Secondo le prime indiscrezioni, i ministri degli Esteri UE dovrebbero riuscire a discutere dell’ulteriore prestito a dicembre. E comunque prima della stagione elettorale che nel 2027 caratterizzerà Stati importantissimi come Francia, Germania, Italia, Finlandia e altri ancora, perché il panorama politico del continente potrebbe uscirne capovolto e con esso la questione dell’appoggio all’Ucraina. Temendo un esito negativo per il fronte anti-russo, il premier dell’Estonia Kristen Michal spinge per decidere al più presto, cioè entro fine 2026. L’assistenza finanziaria nella guerra di attrito è l’alfa e l’omega, dice, e i soldi dovranno necessariamente arrivare dalla UE.
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